Carlo Rovelli Il Rinascimento di Galileo

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Il Sole 24 Ore – Domenica 22 dicembre 2013

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Il Rinascimento di Galileo

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Da John Heilbron una nuova biografia dell’italiano che più di tutti ha influenzato la storia del mondo

Fu un grande umanista e fondò la scienza moderna

di Carlo Rovelli

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L’ italiano che ha avuto più influenza  sulla storia del mondo, sullo sviluppo della civiltà nella quale viviamo oggi, è con ogni probabilità Galileo Galilei. Il suo contributo alla cultura dell’umanità è impressionante. Galileo è stato il primo a comprendere che possiamo imparare interrogando la natura con degli esperimenti: i primi esperimenti scientifici della storia sono stati compiuti da lui. È stato il primo ascrivere una precisa legge matematica per descrivere i movimenti delle cose sulla Terra. Questo ha aperto la strada al mondo moderno, dove oggi calcoliamo tutto usando la matematica: dai ponti ai computer, dalle previsioni del tempo ai viaggi interplanetari Galileo è stato il primo a usare strumenti scientifici (il telescopio) per osservare il mondo. È stato il primo a osservare cose, fuori dalla Terra, che nessun umano aveva mai visto prima: dai satelliti di Giove, alle fasi di Venere, dagli anelli di Saturno alle macchie solari. Il mondo con Galileo si è ingrandito immensamente: l’umanità si è resa conto di avere la possibilità di vedere lontano. Quasi nulla, né della nostra attuale visione del mondo, né del modo in cui viviamo oggi esisterebbe, senza questo passaggio essenziale che è stata la scoperta della metodologia scientifica di base. Il fatto che sia stata la stessa persona a essere il primo sperimentatore, il primo fisico matematico, e il primo a osservare il cielo, ha del prodigioso e lascia ancora esterrefatti. Eppure l’uomo Galileo Galilei resta controverso, come è stato tutta la sua vita. La valutazione di ciò che ha fatto, perché lo ha fatto e come lo ha fatto, resta dibattuta. Chi era Galileo Galilei? Italianissimo nelle sue straordinarie doti di acume e inventiva, quanto nei suoi giganteschi difetti, è stato descritto come megalomane, attaccabrighe, inaffidabile, adulatore, venditore di fumo, vanitoso, isterico. Un ciarlatano, per il filosofo della scienza austriaco Paul Feyerabend. Un disonesto, per Arthur Koestler. Anche il modo in cui è arrivato ai suoi risultati mirabolanti è oggetto di controversia. La sua prima legge ci dice che i corpi pesanti cadono con accelerazione costante. Oggi ci sembra naturale, ma per secoli nessuno lo sapeva. L’idea stessa di accelerazione, rivelatasi poi fondamentale per la fisica di Newton e la scienza moderna, è stata chiarita con precisione solo da Galileo. Galileo scrive che ha scoperto la sua legge misurando la velocità a cui rotolano palle lungo una discesa. Ma negli anni Trenta lo storico della scienza Alexandre Koyré ha messo in dubbio il suo resoconto, sostenendo che Galileo non aveva mai fatto gli esperimenti che dice di aver fatto. Sennonché negli anni Sessanta lo storico inglese Stillman Drake ha mostrato che Koyré sbagliava, studiando i manoscritti sparpagliati che restano di Galileo, riuscendo a ricostruirne l’ordine cronologico grazie all’evoluzione della grafia (mettete la data sulle vostre note, se pensate di avere qualche chance che il futuro si interessi a voi) e trovando i numeri delle misure delle palle che rotolano, a conferma, almeno parziale, della versione di Galileo. Continua a leggere

Carlo Rovelli La filosofia che chiarisce la fisica

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Claudia Maina Corpi docili

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Il Sole 24 Ore – Domenica 16 giugno 2013

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La filosofia che chiarisce la fisica

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Un’illuminante analisi di Mauro Dorato sulla natura del tempo alla luce delle scoperte del XX secolo. A partire dalla relatività di Einstein, che sembra contraddire tutte le intuizioni del senso comune

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di Carlo Rovelli

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«E pur si muove!». Così, narra la leggenda, mormorava Galilei, mentre in pubblico dichiarava di rinunciare all’idea che la Terra si muovesse. Parole intense. Ma forse non tanto perché esprimono la determinazione dello scienziato che non vuole farsi dettare la verità; quanto piuttosto perché sembrano tradire quasi una lotta interiore. La lotta fra l’evidenza palese dell’immobilità della Terra intorno a noi e lo sconcertante sospetto che quest’immobilità sia illusoria, e stiamo roteando nel cosmo. Credo che ancora oggi ciascuno di noi, se per un attimo guarda intorno a sé le case o le colline e fa mente locale alla velocità con cui tutto ciò sta facendo capriole nello spazio (40 chilometri al secondo), non possa non risentire questa vertigine, e mormorare un po’ stupito «e pur si muove…». La scienza ci porta a queste scoperte contro-intuitive, che indicano i limiti del nostro senso comune; ma se il moto della Terra, chiarito nel 1600, è oggi integrato nel nostro sapere, altrettanto non si può dire delle sconcertanti scoperte sulla natura del tempo che hanno segnato il Ventesimo secolo. Per questo il lavoro di un filosofo italiano coltissimo e attento alla scienza come Mauro Dorato gioca un ruolo significativo per la cultura tutta intera, e il suo recente Che cos’è il tempo? Einstein, Gödel e l’esperienza comune, è importante.

Dorato vede come compito della filosofia quello di portare chiarezza là dove le idee appaiono oscure, e riconciliare immagini del mondo apparentemente in conflitto proprie della scienza e del senso comune. Dopotutto possiamo comprendere che la Terra si muova, ma possiamo anche comprendere per quale ragione e come accada che ci sembri immobile. Fare filosofia, per Dorato, vuol dire arrivare a integrare il senso comune e il sapere scientifico, così come, dice con bella metafora, i nostri due occhi ci danno immagini leggermente diverse del mondo, e mettendole insieme acquistiamo profondità. La posizione di Dorato è quindi assai interessante: se da un lato aggira intelligentemente la tesi superficiale della svalutazione del senso comune a vuota illusione, dall’altro riesce a rispondere bene ai dubbi fuorvianti che il senso comune possa cogliere verità invisibili alla scienza. È legittimo – si chiede alla fine della prefazione – fare assunzioni metafisiche in conflitto con la fisica? E il libro offre gli strumenti per una risposta intelligente e articolata. Negativa.

In questo modo la filosofia riacquista quella centralità, quella capacità di generare profondità e chiarezza che le compete. E profondità e chiarezza sono virtù di questo testo, prezioso per chi non voglia essere come un uomo del Settecento che pensasse ancora che la Terra fosse ferma, e voglia cominciare a capire qualcosa di questa strana storia che è il cambiamento completo di ciò che sappiamo sulla natura del tempo. Ma prezioso anche per uno scienziato che cerca nella filosofia quella sponda di chiarezza concettuale che non è il suo pane, e per il filosofo che voglia capire con precisione cosa sia successo al tempo nel mondo della scienza, senza per questo dover digerire manuali di matematica. Continua a leggere

Carlo Rovelli L’ingegnere che intuì l’antimateria

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Il Sole 24 ore – Domenica 31 marzo 2013

L’ingegnere che intuì l’antimateria

Paul Dirac, di cui ora esce una monumentale biografia, ha rivoluzionato il nostro modo di concepire la realtà: la sua fisica è nitida e chiara come un canto, un incontro magico di logica e intuizione

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Carlo Rovelli

Chi è il più grande fra i fisici moderni, dopo Einstein?  Conosco molti teorici che  risponderebbero senza esitazione: Dirac, premio Nobel a trent’anni, massimo architetto della meccanica quantistica, scopritore dell’antimateria, il nome associato a una delle più belle equazione della fisica.  Eppure Dirac è forse il meno conosciuto fra i protagonisti della straordinaria esplosione di conoscenza del XX secolo. In parte, questo è dovuto alla raffinata astrattezza della sua scienza.  Forse ancora di più alla sconcertante stranezza del suo carattere.  Silenzioso, riservatissimo, incapace di esprimere emozioni e sentimenti, spesso incapace di riconoscere le facce delle persone conosciute, incapace perfino di tenere una conversazione normale o addirittura comprendere semplici domande, Dirac rasentava e forse sconfinava nell’autismo. Durante una sua lezione un collega interloquì:  “Non ho capito quella formula”; Dirac dopo una breve pausa silenziosa continuò imperterrito. Il moderatore lo interruppe chiedendogli se non volesse rispondere alla domanda, e Dirac, sinceramente stupito: “Domanda? Quale domanda? Il collega ha fatto un’affermazione.”  Non era spocchia: l’uomo che vedeva i segreti della natura che sfuggivano a tutti, non comprendeva il linguaggio implicito, e prendeva ogni frase alla lettera.  Oggi, questo grande strano e inavvicinabile scienziato diventa un po’ più accessibile, grazie a una poderosa e dettagliatissima biografia di quasi 700 pagine, che ne scandaglia in minuto dettaglio la vita e le poco visibili emozioni. Continua a leggere

Carlo Rovelli Sfide per la fisica del futuro

Le Scienze novembre 2012

numero speciale  Oltre i limiti

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Sfide per la fisica del futuro

Nonostante i successi ottenuti, le attuali teorie sulla natura del mondo incontrano limiti che sfidano teorici e sperimentatori

di Carlo Rovelli

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Carlo Rovelli è membro dell’Istituto Universitario di Francia e professore ordinario di fisica teorica all’università di Aix a Marsiglia, dove dirige il gruppo di ricerca in gravità quantìstica. È conosciuto per la sua teoria della gravità quantìstica a loop. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il premio Xanthopoulos «per i contributi alla comprensione della natura dello spazio e del tempo».

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In breve

Grazie a un lungo e duro lavoro teoria e sperimentate, oggi i fisici hanno a disposizione un insieme di teorie fondamentali – meccanica quantistica, modello standard delle particelle elementari e relatività generale – con cui descrivere la struttura fondamentale del mondo fisico. Anche queste teorie devono però affrontare limiti nella descrizione del mondo sempre più evidenti con il progredire delle ricerche. Questi limiti si possono riassumere con tre ambiti di ricerca: materia oscura, unificazione, gravità quantistica.

Per ciascun limite sono state elaborate soluzioni, ovvero teorie che ancora aspettano di essere validate dal punto di vista sperimentale. L’autore ne ha identificate quattro: supersimmetria, toma delle stringhe, gravità a loop, geometria non commutativa. Nel corso dei prossimi anni probabilmente sapremo se e quali di queste soluzioni saranno corrette.

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