Fahrenheit: La zona franca, con Alessandro Forlani

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Fahrenheit

mercoledì 21 agosto 2013

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La zona franca, con Alessandro Forlani

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ascolta: QUI

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«[Il rapimento Moro] Fu un’opera mitologica con grandi macchinari scenici, in cui degli eroi terroristi trasformisti diventano volpi per prendere in trappola la loro preda, leoni per non temere nulla da nessuno per tutto il tempo che la sorvegliano, e pecore per non trarre da questo colpo assolutamente niente che possa nuocere al regime che ostentano di sfidare». Guy Debord, La società dello spettacolo

Si può sfuggire alla polizia italiana – alla polizia italiana così come è istruita, organizzata e diretta – ma non al calcolo delle probabilità. E stando alle statistiche diffuse dal ministero degli Interni, relative alle operazioni condotte dalla polizia nel periodo che va dal rapimento di Moro al ritrovamento del cadavere, le Brigate rosse appunto sono sfuggite al calcolo delle probabilità. Il che è verosimile, ma non può essere vero e reale. Leonardo Sciascia

 

Per la prima volta il giornalista Alessandro Forlani attraverso queste pagine fa parlare alcuni testimoni diretti, molto vicini alla vicenda, che  raccontano che il 9 maggio del 1978 lo statista democristiano doveva essere liberato, a seguito di un accordo. La Santa Sede, infatti, stava per consegnare ai brigatisti un riscatto di 25 miliardi di vecchie lire. Contestualmente, la Dc stava per esprimersi a favore di una trattativa umanitaria mentre il Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, si apprestava a firmare un provvedimento di clemenza nei confronti di un terrorista in carcere. Ma, soprattutto, ci sarebbe stato il riconoscimento delle Br come soggetto politico da parte del governo della Jugoslavia del maresciallo Tito, leader dei Paesi non allineati. Via Caetani doveva essere dunque il luogo dello scambio ma divenne quello del delitto. Perché quell’accordo saltò? Contro la trattativa si mossero varie forze, interne ai poteri nazionali ed internazionali, alla Chiesa, alla massoneria e alla malavita, che spinsero i terroristi ad accelerare l’esecuzione e probabilmente affiancarono le Br con un loro sicario. In quelle ore del 9 maggio 1978 via Caetani divenne una vera e propria zona franca nelle mani dei brigatisti e di poteri occulti, che vollero poi cancellare ogni traccia della verità.

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