Nicla Vassallo Alla larga dagli «aNobiiani» lettori saccenti e un po’ marpioni

La Repubblica – Venerdì n°1290 7 dicembre 2012

Zona critica

Alla larga dagli «aNobiiani» lettori saccenti e un po’ marpioni

di Nicla Vassallo*

Questo social network dedicato ai libri pretende di essere un salotto di alto livello. In verità vi trionfano vanagloria ed esibizionismo

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foto da: il Venerdì di Repubblica n° 1290

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Fra le frasi incise nella mia mente dalla mia bisnonna altera, progressista, ottocentesca: «Dei libri che leggerai, dovrai conservarne grande parte nella biblioteca privata, da non sfoggiare agli ospiti. Per evitare loro ogni imbarazzo». Avevo quattro anni. Oggi mi ritrovo una «vecchia» signora di 49. Assente su Facebook e Twitter (però su Facebook ci sono da personaggio pubblico, da clonata). E assente da aNobii, non solo perché il suo credo «insieme troviamo i libri migliori» mi pare chimerico. Dalla mia privata assenza non ne segue una pubblica, ovvero che non si discetti, bene o male, dei miei libri – ma non reagisco a eventuali stroncature. La Repubblica di Platone riceve del resto dagli aNobiiani uno scarso 3, su una scala di voti da 0 a 5.

Su aNobii, con trenta milioni di volumi, ci si ritrova in una selva oscura ché la diritta via era smarrita. Incerta la competenza degli aNobiiani che recensiscono, commentano, votano. Meglio il «tutto-e-di-più» di Facebook delle presunzioni simil-intellettuali di un social network che si spaccia per la biblioteca di Alessandria, benché eviti ogni collaborazione con l’universo delle biblioteche reali.

Si narra che gli aNobiiani si calino nel ruolo del bellimbusto letterato e «cucchino» esibendo numero di volumi: volumi letti, volumi non ancora iniziati, volumi in lettura, volumi in consultazione… Si classificano in maschi e femmine, dichiarando età e luogo di residenza: coordinate minimali, utili per rimorchiare nel mondo reale? E se leggono tutto cover to cover, dove trovano il tempo per far dell’altro? Quale commistione intercorre tra il loro essere (lettori e recensori), il loro possedere (volumi), il loro apparire (su aNobii) e il moltiplicarsi di laboratori di scrittura pseudocreativa?
Le obiezioni si sollevano in coro. aNobii è un culto che sostiene la buona lettura e la esige dai propri adepti! Ma va là: è luogo in cui il dilettante vanitoso ha la meglio, mentre lavora gratis per i nuovi padroni (Hmw Group, Harper Collins, Penguin, Random House). aNobii è il salotto letterario online più cool! Ma va là: nulla da spartire coi salotti della realtà non virtuale, che rimpiango insieme alle antiquate librerie londinesi, in via d’estinzione. Sì, rimane per me memorabile la corrispondenza epistolare tra la scrittrice newyorkese, interpretata da Anne Bancroft in 84 Charing Cross Road, e il libraio, interpretato da Anthony Hopkins: passione e meraviglia per i libri, ricerca e condivisione, senza show-off. Vanitosi, esibizionisti, saccenti, quei marpioni degli aNobiiani premiano l’omonimo volume di Helene Hanff con un bel 4. 

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*Nata nel 1963 a Imperia. Filosofa e saggista, insegna all’Università di Genova. Ultimi libri, Per sentito dire. Conoscenza e testimonianza (Feltrinelli 2011) e Conversazioni (Mimesis 2012)

58 Pensieri su &Idquo;Nicla Vassallo Alla larga dagli «aNobiiani» lettori saccenti e un po’ marpioni

  1. Signora Vassallo, nn entro nel merito se quel social network dedicato ai libri sia meritevole o no, perché mi sembra una questione di lana caprina, ma i suoi molteplici detrattori mi comvincono che devo stare dalla sua parte e, aggiungo, che mi paiono addirittura più spocchiosi di lei, il che è tutto dire. Suggerisco una riflessione per Indy (sempre che ci riesca): leggere sotto l’ombrellone nn è leggere? ci sono forse dei luoghi deputati per la lettura? Se sono quelli che Indy frequenta Dio ce ne scampi e liberi

    • asdu: cerchiamo di ragionare… almeno su ciò che è oggettivo e senza dilungarsi sul resto delle opinioni personali
      se non si è capziosi si deve leggere tutta la frase… sono poche paroline di più:

      indy ha scritto “due libri all’anno e sotto l’ombrellone”
      “sotto l’ombrellone” vuol dire lettura estiva, al mare, quando non si ha null’altro da fare… quindi DUE LIBRI e sotto l’ombrellone vuol dire lettore non abituale

      nessuno pretende di dire che non si debba leggere sotto l’ombrellone: questo è forzare il significato di una frase, in modo scorretto

  2. Pingback: La triste storia del social reading in Italia – Parte 1 (aNobii) : minima&moralia

  3. Sono iscritta ad Anobii da quando erano caricati 3 milioni di libri solamente (ora ce nesono quasi 40 milioni). Posso dire che quando questo social network mi è stato consigliato da una mia cara amica mi è piaciuto subito.
    Come già detto da alti utenti che ho qui riconosciuto e che hanno utilizzato lo stesso nick usato su Anobii, il tempo che dedichiamo alla lettura è ogni singolo momento disponibile durante la giornata e quindi è facile per un utente medio leggere anche 30.000 pagine all’anno. Almeno noi leggiamo per piacere e per cultura.
    Da quello che risulta la media nazionale è di 2 libri all’anno e sotto l’ombrellone!
    Su Anobii ho conosciuto diverse persone interesanti e con un interesse in comune: la lettura. Con alcune di loro specialmente quelle della zona di Vicenza ci siamo visti diverse volte ed organizzato cene memorabili.
    Poi è vero in mezzo alla moltitudine di persone può essere che si incontri l’anima gemella….è lampante l’esempio di mia sorella che ha trovato la sua metà proprio su Anobii parlando di libri (e i due sono fidanzati felicemente da 4 anni!).
    Se poi ci sono degli utenti ‘saccenti’ l’essere saccente è insito in quella persona e noto con rammarico che Lei risulta saccente su un argomento, quello di Anobii e del suo mondo, del quale per Sua ammissione non conosce nulla se non forse per sentito dire.
    Proprio oggi ho aperto un mio blog dedicato ai libri che leggo e alle emozioni che provo nel leggerli. Non mi considero saccente, desidero solo mettere nero su bianco cosa penso di un determinato libro o personaggio, o perchè no anche autore.

  4. Pingback: L’imbarazzo della carta | bibliotecari non bibliofili!

  5. Punto primo:Anobii è forse un social per critici letterari, competenti laureati?
    So che la libertà democratica può dar fastidio, soprattutto a filosofe aristocratiche della scuola platonica come madama Vassallo…
    Discende da qui il punto secondo:
    la filosofa, abitando suo malgrado gli anni Duemila, dovrebbe sapere che il procedimento logico induttivo (di baconiana memoria) è stato stracciato completamente da Bertrand Russell! Vale a dire che generalizzazioni del tipo «vanitosi, esibizionisti, saccenti e persino marpioni» sono false e danno luogo a sillogismi (falsi) come:
    Tutti gli anobiani sono vanitosi ecc
    Io sono un’anobiana
    ergo: sono vanitosa ecc…
    Conclusione (rifacendole il verso) : ma va là, Nicla, ma va là!

  6. Di seguito la mia risposta in versione integrale, tagliata pe rragioni di spazio sul Venerdì del 28 dicembre

    Scrivo in risposta alla filosofa e scrittrice Nicla Vassallo, che su Il Venerdì del 7 dicembre invita a stare alla larga dai cosiddetti Anobiani, definendoli vanitosi, esibizionisti, saccenti e infine persino marpioni.

    Sono una di essi, e confermo che è tutto vero.

    Gli Anobiani, utenti del sito aNobii dedicato ai libri, sono innanzitutto vanitosi nel vero senso latino del termine vanitas: cosa infatti più vano, inutile, improduttivo, fine a se stesso della lettura, specie ai nostri giorni? Il sito aNobii poi, al contrario di altri che pagano, per quanto poco, le opinioni in base ai clic ricevuti, non porta alcun profitto a chi scrive recensioni, inoltre gli Anobiani stessi si sono sempre opposti fermamente a qualsiasi sfruttamento commerciale che ne minasse la libertà d’espressione. Si tratta quindi evidentemente non solo di vanesi, ma di individui alienati, moderni Don Chisciotte probabilmente affetti da qualche disturbo di personalità.

    Sono poi di certo esibizionisti. Al contrario di quanto avviene su altri social network, per non parlare dei veri e propri siti di incontri, non mettono in mostra pettorali palestrati, bikini più o meno photoshoppati e altre zone del corpo fruibili, bensì le loro librerie, i libri letti, quelli da leggere, quelli appena acquistati, quelli che non si è riusciti a finire, quelli che si vorrebbero in regalo e quelli prestati. I propri gusti, pensieri, opinioni. In una parola, buona parte, e forse la parte migliore, della propria anima. E cosa più vano, esibizionista e indecente dell’anima?

    Capita poi che nel recensire e valutare i libri letti ci sia qualcuno che nell’inevitabile, umana soggettività, dia un punto in meno a I promessi sposi, che magari la scuola gli ha fatto odiare, rispetto al libro di un esordiente che l’ha emozionato e sorpreso. Capita che qualcuno, nella grande varietà dei gusti e dei livelli culturali, non apprezzi un libro di oggettivo valore, preferendone un altro magari semplicemente più facile da fruire. Capita di certo che qualcuno sbagli, trattandosi non di esperti, o almeno non tutti, ma di semplici lettori. Tutte conseguenze della variabilità e fallacia umana, specie quando ad esprimere pareri si è così numerosi, autentici e liberi.

    Da ciò si può ulteriormente dedurre il potere negativo e destabilizzante degli Anobiani: sarebbe certo meglio, come auspica la Dott.ssa Vassallo, che la cultura rimanesse elitaria, chiusa in librerie polverose e biblioteche private ottocentesche, e che le recensioni venissero scritte soltanto da esperti, sulla stampa nazionale, e solo per quei pochi libri e autori che, trovandosi nel circuito delle grandi case editrici e avendo le giuste conoscenze, vi possano accedere.

    D’altra parte il nome dice già tutto: aNobii deriva da un piccolo, insignificante animaletto, l’Anobium punctatum, il tarlo della carta, o meglio del legno. Con tale astuta diminutio auctoris atta a nascondere la loro sconfinata vanagloria, gli Anobiani rivelano ulteriormente la loro innata meschinità.

    Più giusto che mai è infatti l’epiteto “marpioni”, dal francese marpion, piattola. Piccolo insetto appiccicoso e sgradevole, sarà di certo in qualche modo imparentata con il tarlo di cui sopra! D’altra parte Dante non ci insegna forse che i libri possono essere i più grandi marpioni, o meglio galeotti?

    E quale modo migliore quindi per innamorarsi se non scoprire che si sta leggendo lo stesso libro? Ma gli Anobiani vanno oltre, non sono certo dei romantici, bensì dei pericolosi pervertiti. Basti pensare che esistono diversi gruppi in cui ci si incontra sul serio, di persona. In quello di Bologna, di cui sono un’infiltrata, si fanno chiamare Anobisti, forse per dare meno nell’occhio rispetto al più altisonante Anobiani. Anzi, a tal punto la cosa è losca ed equivoca che si fanno chiamare Anobisti Anonimi. E’evidente che si tratta di un gruppo di scambisti. E si scambiano infatti, eccome! Opinioni, pareri, consigli, e un paio di volte l’anno, in una sorta di lotteria autogestita, si scambiano addirittura libri!

    Non resta quindi che archiviare il fenomeno degli Anobiani come una delle tante derive morali della nostra società, contro cui è giusto si levino voci autorevoli. D’altra parte di chi passa troppo tempo tra i libri, e per giunta non lo nasconde, bisogna sempre diffidare: si tratta di solito, bene che vada, di pericolosi sovversivi.

    Viviana Viviani, Bologna

  7. La signora “filosofa” di professione (sic!) ha stroncato aNobii? Estiqaatsi pensare che essere molto bello quando grandi intellettuali correggere errori di noi poveri mortali!
    Ma imparasse a scrivere piuttosto, la signora… lei e la sua bisnonna e i suoi salotti chic e le sue citazioni cinematografiche a sproposito. Che pena. Ora vado che ho un gruppo di lettura che mi aspetta. Si consideri spernacchiata.

  8. Gentile signora Nicla, faccio la bibliotecaria da molti anni e di lettori ne ho visti. Oltre ai lettori, ho visto molte persone che si arrabattavano per diventarlo, o per trovare una risposta a curiosità ed esigenze della vita quotidiana. Credo che le biblioteche italiane abbiano molto da rimproverarsi per non avere fatto abbastanza per questi aspiranti lettori, ma devo dirle che una responsabilità ancora più grave la vedo in chi come lei si ammanta di una visione aristocratica della cultura che, sinceramente, oggi suona più che falsa, ridicola. Sono anche le persone come lei (che è giovane abbastanza per sapere che ricchezza sia la rete, persino nelle sue manifestazioni più discutibili) che contribuiscono a far sì che questo paese resti quello della borghesia più ignorante e del popolo più analfabeta d’Europa. Resti pure nel salottino della bisnonna (fortunata lei, la mia aveva le galline e i lenzuoli da lavare con la cenere), ma lasci che le persone vere facciano cultura come e dove possono, visto che, per fortuna, di luoghi virtuali dove farlo ce ne sono.

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  11. Gentile (mica tanto) signora Vassallo

    sono un anobiano e sono uno scrittore.
    Uno scrittore piccolo, uno di quelli non famosi, per carità.
    Uno dei tanti che su anobii si mettono in gioco e trovano modo di farsi conoscere, confrontandosi a viso aperto coi lettori, accettando i loro giudizi, condividendo con loro passione e impressioni. Dal basso e non dall’alto, da lontano, come fa lei, con un ideale fazzolettino d’organza imbevuto di profumo sotto al naso e l’espressione un po’ disgustata del letterato che mormora tra sé e sé: “come puteano questi lettori!”
    Lei di anobii non sa niente.
    Gli anobiani che hanno letto il suo articolino hanno scosso la testa e, sostanzialmente, l’hanno compatita.
    Il problema è che il suo articolino l’hanno letto anche quelli che non frequentano anobii e che, prendendo per oro colato le banalità che dice, possono aver messo da parte in un angolo del cervello un bel pregiudizio, del tutto gratuito.
    Di anobii o di qualsiasi altro social network dedicato ai lettori possono parlare male i lettori che ne fanno parte, che lo conoscono dall’interno e hanno modo e diritto di evidenziarne eventuali limiti e difetti (che ci sono, che gli anobiani non negano, ma che sono altri e diversi da quelli da lei enumerati), non lei, che ha solo una vaghissima idea dell’argomento che con tanta disinvolta sicumera ha (bis)trattato.

    P. S.
    Dire che Anobii è un posto in cui si va per “cuccare” è come dire che le riunioni delle Vincenziane sono il non plus ultra per acchiappare “pollastre”…

  12. sono iscritta ad anobii da anni, e mi sono sentita profondamente offesa dal suo articolo. Leggo per passione, (nella vita faccio altro).Come faccio a leggere “cover to cover”? Semplice, non guardo la tv e non leggo le recensioni dei critici e di professione.

    Grazie ad anobii possono tenere traccia dei miei libri, prima usavo un file excell. Ora posso inserire anche le note a margine.
    Su anobii ho scritto 585 recensioni, a volte ho stroncato premi Nobel e me ne vanto. Come mi riconosce Daniel Pennac, ho tutto il diritto di abbandonare i libri, stroncarli e lodarli come più mi aggrada. Non mi sembra di lavorare gratis per nessuno. I libri li compro dove voglio.
    Mi fido dei commenti degli altri anobiani che hanno gusti simili ai miei. Si signora, perchè gli anobiani i libri li comprano, e non sono stati comprati dalle case editrici per scrivere sviolinate su libri insulsi e pluripompati.
    Libri mediocri come “fai bei sogni” di Gramellini o “Firmino” sono stati presentati in tv e sui giornali come capolavori!

    Si cucca su anobii? Può darsi, come ovunque, dove le persone si incontrano, se per questo si cucca anche al pronto soccorso o in chiesa tra i catechisti, o in palestra.

    Io personalmente sono anzianotta, ho dichiarato anche più anni di quellio effettivi: sono arrivata a 99 anni. Non mi interessa cuccare su anobii, anche perchè internet è pieno di siti più adatti allo scopo.

    Ho come la sensazione gentile sig.ra. che Lei si sia irritata per una stroncatura che un tale Lucio ha fatto su un suo libro. Se così fosse sarebbe molto triste.

    http://www.anobii.com/books/La_naturalizzazione_dellepistemologia/9788846404893/01e5bde139c17857a5/

    Quale che sia la motivazione di tanto astio, la prossima volta, si informi meglio prima di sparare a zero su persone e cose che non conosce.

  13. Qui di saccente cara Nicla sembri esserci solo tu, frequento anobii da due anni, ho scambiato moltissimi libri ( non credo sia peccato, oltre ad essere un risparmio ambientale ed economico) e ho incontrato molte persone disponibili e simpatiche , alcune delle quali incontrerei volentieri anche nel reale.
    Peccato che il tuo articolo sembri proprio un manifesto della volpe e dell’uva: quel che non posso ( per falso intellettualismo) avere… Lo distruggo….
    Meditate gente, meditate…

  14. Anobii esiste e continuerà ad esistere perchè critiche e recensioni dovrebbero venire solo da noi lettori, sissignora ha capito bene.Onestamente sono stufa di entrare in libreria e veder promosso un libro come 50 sfumature di non so che, un fenomeno letterario, ad uso e consumo unicamente della casa editrice.O peggio ancora i libri autocelebrati dall’indicazione di milioni di copie vendute o recensioni positive di questo quell’altro quotidiano, quando il libro non è buono nemmeno per farne carta igienica…la critica deve venire da noi lettori e non c’è bisogno di un QI einsteniano per dire se un libro è o meno una schifezza.Inoltre anobii aiuta a diffondere il sapere, ma sa quanti libri mi sono stati regalati da persone conosciute su quel sito e totalmente sconosciute? AH!! Quando si dice che si vuole il popolo ignorante …infine, onestamente posso permettermi di meglio che frequentare un sito on line per “acchiappare” …di persona sono meglio che virtualmente….ma che razza di articolo ha scritto buon Dio????

  15. Mi sembra sia un commento un po’ generico, tra l’altro lei stessa ammette di non frequentare Anobii e quindi può dare solo un’ opinione parziale. Tutto ciò che dice è vero ma Anobii è ANCHE questo, non SOLO questo. E’ talmente vasto e frequentato che ognuno può trovare quello che preferisce e lo schema è molto generico (recensire i libri letti) per cui ogni utente lo vive in maniera diversa e personale, non come Facebook (che comincio a detestare e da cui presto mi cancellerò).

  16. Sì, vabbè, ma se uno dovesse evitare quello che la maggioranza non sa fare bene, allora non prenderebbe manco la macchina. aNobii, come tutto, si può usare anche in maniera divertente e interessante. Gli stronzi sono la maggioranza, mica lo scopriamo oggi. Poi se usi davvero aNobii per sapere “cosa” leggere o come fosse un social, il problema tuo non sono i libri. Nicla, essù, i saccenti&marpioni stanno in tutte le biblioteche, virtuali e non.

  17. Mi devo preoccupare se in tanti anni nessun aNobiiano ci ha provato? Dov’erano questi marpioni?
    A me sembra che sia tutto discutibile perché si parte dalle premesse sbagliate. Chi l’ha definito “un salotto di alto livello”? O dove si sostiene la buona lettura?
    È vero, su aNobii c’è un discreto numero di persone che ha una buona cultura, legge libri di nicchia ed è in grado di discuterne e recensirli, ma ci sono anche tantissimi altri che non vanno al di là del “mi piace” e inseriscono Twilight o robaccia varia decantandone le lodi. E questo perché non è richiesta una competenza per parlare di quello che si legge.
    Chi se la tira per i libri accumulati sta nei salotti reali quanto in quelli virtuali, aNobii ha il grande pregio di dare la possibilità a chi vuole di scoprire autori sconosciuti, leggere discussioni di alto livello su libri che magari non avrebbe mai pensato di comprare, scambiare testi, fare domande a persone che ne sanno di più. Poi, come in ogni social network, sta al singolo scremare e capire come usarlo al meglio, ma questo disprezzo generalizzato è miope e un po’ ridicolo.

  18. A me l’articolo è piaciuto molto e vi ho trovato riferimenti incredibilmente adeguati alla mia esperienza di Anobiiana e soprattutto frequentatrice di Anobiiani. Il dubbio che la professoressa l’abbia frequentato più attivamente di quanto abbia detto mi é venuto.
    Vero che non é bello generalizzare ma finora nessuno aveva criticato così apertamente quel social network e speravo fosse un’occasione per un po’ di autocritica e correggere il tiro visto che i loro incontri sanno essere molto stimolanti e coinvolgenti. Purtroppo però come in tutti i gruppi c’è l’elite che finisce per volerti imporre cosa leggere, ti deride se parli di ciò che stai leggendo, smette di coinvolgerti se fai o dici qualcosa di non adeguatamente elevato, cerca di emarginare quello che propone le letture “sbagliate”.
    Più volte ho sentito anobiiani vantarsi del n° di libri letti in un anno, o ammettere che in città cominciavamo ad avere un peso culturale non indifferente.
    Fin dal primo incontro ho sottovalutato una persona a me vicina che subito mi disse “sembra una setta, alcuni sono saccenti e spocchiosi, non mi faccio imporre cosa leggere…”
    Ho sprecato due anni prima di dover dare ragione all’amica, e l’articolo di Nicla Vassallo é rincuorante.

    • Opinione interessante la tua, Ale. 🙂 Mi dispiace che la tua esperienza con anobii rifletta le opinioni di questa persona, che non sono certo positive. Secondo il mio modesto parere anobii è composto da persone normali che in più hanno dalla loro l’anonimato di internet, che si incontrino stronzi e saccenti è da mettere in conto, così come è da mettere in conto il fatto di trovarli al lavoro, a scuola, al bar, per strada…. Se si vogliono evitare gli stronzi e i saccenti allora non si potrebbe mai mettere il naso fuori casa. Questo per dire che ho avuto anche io la mia esperienza con persone del genere (essere denigrata per le mie letture in special modo, ma più che altro perchè tendo a non amare molto scrittori amatissimi e a non avere peli sulla lingua riguardo alle critiche – ma mi sarà successo due o tre volte e ho sempre risposto a tono), ma che ho anche avuto esperienze molto positive da quel sito: non ho amici lettori “dal vivo”, e su anobii ho potuto conoscere molte persone simpatiche che condividevano gusti, passioni, e ho potuto conoscere libri che altrimenti, in un mondo di recensioni “professionali” false come le banconote da un euro, non avrei mai preso in considerazione visto che mia madre è una delle non lettrici più caparbie che mente umana abbia concepito. Poi certo, capita di imbattersi nell’elite, ma a quel punto basta tirare avanti e concentrarsi sulle cose e le persone positive. 🙂

      Ecco, il problema vero di questo articolo non sta tanto nel fatto che critichi Anobii ma che sembri scritto per ripicca per una stroncatura ricevuta su anobii; dimostra superficialità perchè non tiene in conto il fatto che qualsiasi ambiente ha la sua elite, signora Nicla compresa visto che fa mostra di una spocchia non indifferente, lei e la trisavola nasconditrice di libri agli ospiti che se no si spaventano e imbarazzano di fronte a cotanta cultura. Ma per favore, cosa siamo, cavernicoli? Personalmente se vedo una libreria ben fornita a casa di qualcuno il massimo che posso fare è chiedere in prestito la metà dei tomi.

  19. Voglio lasciare una “viva e vibrante” protesta: in tanti anni su anobii mai nessuno che abbia tentato di cuccarmi!!! Sarà forse perché nessuno usa più il termine “cuccare” da una ventina d’anni?
    La scelta di qeusto termine mi conferma l’impressione generale ricevuta dal suo arguto articolo: l’ennesimo pseudo-intellettuale italiano totalmente avulso dalla realtà che parla ad un pubblico di eletti, nessuno dei quali si sogna di leggere i suoi libri.
    Mi sorge però anche un dubbio: non sarà mica che la Vassallo se l’è presa perché un dilettante anobiiano ha osato stroncare un suo libro?
    http://www.anobii.com/books/La_naturalizzazione_dellepistemologia/9788846404893/01e5bde139c17857a5/
    Voglio comunque rassicurare la gentilissma e coltissima prof.Vassallo: anobii è un covo di dilettanti, (ebbene sì!), nel senso di persone che si dilettano a leggere libri e che, purtroppo per lei, hanno tutto il diritto di farsi delle opinioni su ciò che leggono e di esprimerle poi nelle forme che più ritengono opportune, anche in base alla propria cultura e alle proprie capacità dialettiche. Se poi l’intelettuale medio preferisce le recensioni-zerbino che si trovano sui grandi quotidiani piuttosto che le opinioni di qualcuno che il libro l’ha letto davvero, liberissimo di farlo!
    Per inciso, si ha molto tempo a disposizione per leggere quando si passano ore sui mezzi pubblici per raggiungere il posto di lavoro (il lavoro è quella cosa che dilettanti come noi sono costretti a fare per guadagnarsi da vivere); altre ore di lettura si guadagnano la sera spegnendo la tv. Oddio che affermazione snob che ho appena fatto, sono proprio anobiiano!

    • Vale… il tuo dubbio iniziale era anche il mio… adesso non è più un dubbio ma una certezza.
      E brava Nicla… la superficialità che il tuo articolo esprime mi fa un quadro chiaro della tua forma mentis.
      Tu si che ci sai fare!
      E poi su Venerdì di Repubblica… ma come si fa (a pubblicarlo) un articolo del genere ?!

  20. Mettiamola così… mi fido di più delle opinioni di lettori “comuni” come me che di quelle di persone pagate per darle, le opinioni
    Inoltre, ci tengo a farle sapere che non mi reputo nè saccente nè vanitosa, tantomeno esibizionista o marpiona, non mi vanto dei libri accumulati nè cucco in base ad essi (magari scambio opinioni con qualcun altro, spesso dello stesso sesso mio) e che oltre a leggere (moltissimo) faccio altre cose. Evito di farne una, però: sputare sentenze su cose che non conosco.

  21. Sono iscritta ad Anobii dal 2008 e non trovo affatto veritiero quanto scritto in questo articolo. Forse la Sig. ra Vassallo non sa come funziona Anobii, per cui provo a spiegarlo io. Anobii è fatto da tante persone che hanno in comune il piacere della lettura. Ognuno di noi ha una sua libreria dove può inserire i libri letti e quelli che desidera leggere (la così detta wl). Una volta letto si possono attribuire delle stelline al libro (si va da una stellina, scadente, a cinque stelline, bellissimo) e si ha pure la possibilità di scrivere una personale recensione. Ed è proprio questo il bello! Non essendo “addetti ai lavori” le nostre recensioni sono forse le più veritiere, le più originali e le più libere! Certo perchè ogni anobiiano non ha alcun tipo di vincolo con nessuno e può liberamente esprimere la sua opinione. Non penso che questo faccia di noi delle persone saccenti, esibizioniste e marpione. Inoltre Anobii non ha mai preteso di essere un salotto ad alto livello!

  22. Se Nicla Vassallo si fosse guardata intorno di più tra le piattaforme di social reading avrebbe scoperto che queste piattaforme non sono inconciliabili con le competenze di un serio ricercatore. Un esempio è il progetto collaborativo Legacy Library di LibraryThing per “ricostruire” le biblioteche dei grandi del passato. Per es. quella di Marie Antoinette: il catalogo della sua biblioteca personale al Trianon è riprodotto su LibraryThing dove la figlia di Maria Teresa ha il proprio profilo e 736 libri descritti grazie a una fonte storica precisa: il catalogo: “Bibliothèque de la reine Marie-Antoinette au Petit Trianon d’après l’inventaire original dressé par ordre de la Convention, mis en ordre et publié par Paul Lacroix” (Paris, 1863), digitalizzato e accessibile gratuitamente su Google Books. http://www.librarything.com/legacylibraries/profile/MarieAntoinette

    • giuro giuro se mi capita di iscrivermi a quanche forum il mio nuovo nick sarà La Fotocopiatrice :))))) grazie, oggi una sana risata mi ci voleva davvero 🙂

  23. Sono anobiano e non mi pento. Se un romanzo o un qualsiasi libro non mi piace ho il diritto e dovere di esprimere la mia opinione. All’autore non piace? Faccia un atto di umiltà e accetti la stroncatura.
    Prendere per buone le stelline di anobii, come il mi piace di facebook o qualsiasi altro strumento di valutazione numerico, è ridicolo e paradossale che non fa onore alla scrivente.
    Prendere come esempio un opera filosofica per dire che gli anobiani non capiscono nulla equivale a leggere un opera in originale senza le necessarie conoscenze linguistiche.

  24. Non capisco come ti possa permettere (non vedo perché dovrei darti dei lei, dato che ci insulti senza nemmeno conoscerci) di fare di tutta l’erba un fascio e definire gli anobiani “vanitosi, esibizionisti e saccenti”. Hai fatto la scuola con noi? Abbiamo giocato a biglie insieme? Sei nostra parente? NO. Se anche hai visto qualche recensione a tuo parere poco veritiera, questo non ti da il diritto di sparare a zero su un sito che fa molto per la cultura italiana, se poi non ti piacciono i “social network” e devi per forza trovare ogni modo per criticarli, è un altro discorso. Non è che forse il tuo astio nasce dal fatto che tale sito ti ignora e fa volentieri a meno di te? Perché in questo caso non sei più colta di noi, sei solo invidiosa.

  25. Mi unisco : credo che non ci sia vanagloria o presunzione nel collezionare libri virtualmente e nel poterli anche recensire: il problema in Italia e’ che molti si arrogano il diritto ad essere gli unici a poter fare questo o quello con l’evidente risultato che chi dovrebbe diffondere cultura poi di fatto non lo fa . ma poi le Biblioteche non sono nate proprio per diffondere il sapere ? A quanto pare gli italiani sono in Europa in fondo alle classifiche dei lettori se anobii ci aiutasse anche solo a risalire un po’ non sarebbe male non crede?

  26. Probabilmente con questo articolo voleva solo aumentare le sue visite al suo blog, cara signora e probabilmente ha ottenuto il suo scopo.
    Comunque io ho sempre letto tanto, adoro leggere!
    Su Anobii ci sono capitata cercando un posto dove catalogare la mia libreria (molto più comodo che un file excel) e i commenti (non recensioni) li scrivo per mio piacere e per ricordarmi, anche dopo anni, che emozioni mi aveva lasciato quel libro. Non m’interessa cosa ne pensino gli altri e non lo faccio per vantarmi.
    Forse lei dovrebbe occupare un po’ di più del suo tempo a leggere invece che a scrivere banalità!
    Saluti!

  27. il primo passo per parlare come una persona di cultura sarebbe non parlare di ciò che non si conosce. Ed è evidente, signora, che lei l’ha fatto. Non cucco, non cerco, eppure quest’anno ho letto più di trentamila pagine. Come trovo il tempo? Ho un’ora e mezza di autobus tra casa e l’ufficio, ad esempio, e guardo pochissima tv. Me ne vanto? No, facevo lo stesso quando anobii non esisteva, e non lo trovo motivo di alcun vanto ma è solo una delle cose che faccio. Ho conosciuto molti lettori/lettrici su anobii, e nessuno si comporta come lei descrive.

  28. ANSA, 7 dicembre 2012.
    Con puntuale tempismo la Professoressa Vassallo identifica una nuova piaga legata al recente avvento di Internet: i social network, pericolose lande digitali in cui sfogare il proprio narcisismo e nuovi territori di caccia per prede sessuali.
    L’acuta “Filosofa e Saggista” è lesta nell’indicare il più pericoloso tra questi specchi autoreferenziali. Non l’onnipresente Facebook, non il tentacolare G+, non l’insidioso Twitter. La minaccia porta il nome di un parassita, l’Anobium Punctatum, e come lui si comporta. Insinuandosi negli scaffali digitali, corrompe la mente dei lettori, risaputa maggioranza del Paese, e li spinge all’ignominiosa pratica del commento. “Per sentito dire”, pare che addirittura dei laureati in materie scientifiche (bestie senza cultura) o, ovvove, dei “non laureati”, si permettano di discettare (in malo modo, ca va sans dire) delle proprie letture. La pratica ricorda quella del “Club del Libro”, circoli che però mantenevano l’illuminata guida di un Umanista, baluardo capace di mettere a freno facili entusiasmi e superficiali stroncature e indispensabile Faro pronto a indicare il libro più consono alle povere capacità dei propri assistiti.
    Intervistata, la Filosofa nota per il saggio “Dico quello che mi pare in maniera superficiale, ho una cattedra universitaria, io”, Sbroc Edizioni, ha così commentato: “Mia nonna, la progressista contessa Mazzanti Serbelloni VienDalMare, conosciuta nell’ambiente come La Dama Rossa, lo aveva previsto. Vedrai – mi disse – tra un po’ la plebe pretenderà anche di mandare i figli all’Università”.
    Il Comitato di Crisi per i Narcisisti (CCN), istituito alla pubblicazione dell’articolo-denuncia lavora alacremente per trovare una soluzione. “Inizieremo pubblicando un’ordinanza che vieti ai laureati in Filosofia di proclamarsi Filosofi” ha commentato il portavoce de CCN. “Cominciano così e finiscono per ritenere il proprio parere fuori da tempo come la Verità”

  29. Che brutta cosa denigrare ciò di cui non si può far parte per manifesta imbecillità. Nicla si rassicuri anobii è aperto a tutti, lettori critici scrittori affermati e scribacchini falliti. C’è posto anche per lei, se continua a scrivere le sue opinioni con la superficialità e pochezza con cui ha scritto questo pezzo, l’unico rischio è che le sue velleità di scrittora vengano cassate.

  30. Nella mia ignoranza non conosco questa “Filosofa e saggista” ma posso dire con onestà, dal mio piccolo di lettrice autodidatta, che l’articolo è assolutamente banale. Un fenomeno della rete come anobii non può essere liquidato così, e il farlo, puzza alquanto di snobbismo, faciloneria e risentimento. Quegli articoli provocatori scritti per essere controtendenza e destare scalpore. Niente di serio insomma.

    “Vanitosi, esibizionisti, saccenti e cuccadores” va bene, ci sono e ci saranno, in fin dei conti anobii è un social network, ma che la signora abbia visto, e abbia voluto mettere in luce, solo questo, è molto triste, soprattutto considerato che “ella” dovrebbe essere una pensatrice, addirittura una filosofa, una persona “di cultura” insomma. Credo che chi scrive su un giornale abbia una responsabilità, e cioè quella di riportare tutte le voci e tutti gli aspetti del fenomeno che analizza, e non le voci che gli piacciono di più o quelle che gli fanno più comodo.

    Forse, secondo la signora, solo l’intellighenzia ha diritto di esprimere le proprie impressioni sui testi che legge, (come se la critica e l’intellighenzia non contasse tra le sue fila un buon esercito di vanitosi, pressapochisti, esibizionisti, saccenti e ancora peggio, venduti), forse, secondo la signora, la cultura deve rimanere un privilegio per pochi eletti.

    Che dire, anche lei ha il diritto di dire la sua. Certo è triste leggere cose simili.

  31. Pingback: 7 dicembre: Nicla Vassallo attacca gli anobiiani | Daily follies

  32. i marpioni (???)….premiano l’omonimo volume di Helene Hanff con un bel 4.
    Se possibile aggiunga: “stelle” e precisi che il voto massimo è 5 stelle

  33. Mi sarebbe proprio piaciuto conoscerla, quella sua bisavola, professoressa Vassallo: mi sarebbe piaciuto capire che tipo di “progressismo” possa essere compatibile con l’evidente disprezzo da lei dimostrato per l’opinione della gente comune.

  34. da anobiiana sinceramente non mi sento di essere saccente, nè vanitosa, nè esibizionista e soprattutto non sono marpiona, non uso la mia biblioteca virtuale come strumento di ricerca di un eventuale partner.
    Sono però convinta di non fare del male a nessuno se nel mio piccolo faccio una “recensione” completamente gratuita ai libri che mi piacciono o a quelli che proprio non ho sopportato.
    anche perchè non credo che le mie parole siano oro colato, anzi, se gli scrittori usassero anobii per leggersi le recensioni sgradevoli e non, forse potrebbero scendere da qul piedistallo che spesso si chiama “cattedra universitaria” su cui restano appollaiati sfoggiando sapere, saccenza e narcisismo, più di me che sicuramente al loro confronto sono una bella ignorantona.
    visto che ora tra i medici va di moda scrivere certificati non per medicinali ma per prescrivere l’attività fisica, credo che la signora Vassallo dovrebbe farsi prescrivere un pò di pane e simpatia, da assumere ogni mattina.

  35. Nicla: sono su anobii da più di 4 anni e non trovo veritiero quel che scrivi, almeno per quella che è la mia esperienza, e ti assicuro che però non è davvero poca. Oltre a sfruttare il sito di per sé, online, mi piace poter organizzare incontri tra lettori, in cui parliamo di bei libri, ed è davvero una cosa speciale, senza “saccenza” o ricerca di anime gemelle.
    Peccato tu scriva delle cose così, e a questo punto mi viene il dubbio che traggo dal titolo del tuo ultimo libro, che ti auguro non sia poi davvero l’ultimo eh… 😉
    “Per sentito dire. Conoscenza e testimonianza”
    Ecco… spero che il tuo articolo non si sia basato sul “sentito dire”, o su una tua singola esperienza negativa o superficiale.
    In bocca al lupo… ti lascio un link così vedi chi siamo, noi “saccenti” di anobii 🙂
    https://picasaweb.google.com/giogio4000/RaccontamiUnBelLibro?authkey=Gv1sRgCKXF7u6os4eJGA#

    • Glielo stanno scrivendo tutti, signora Vassallo. Ognuno a modo suo, ma il concetto è sempre uno solo: c’è una sola parola per definire questo articolo, ed è “pregiudizio”.

      Pregiudizio come Padre Amorth che afferma che Harry Potter è satanico senza averlo letto.

      È davvero questo il tipo di intellettuale che lei vuole apparire? Ci pensi.

      Vada su Anobii. Vada anche su Facebook e su Twitter. Sono solo strumenti, non le ruberanno l’anima.
      Veda cosa c’è che davvero non va, perché di cose sbagliate ce ne sono. Attacchi quelle. E veda anche cosa c’è di buono in esse. E lo riconosca a delle persone che, come lei, si sforzano di vivere e di avere interessi positivi.

  36. In un paese in cui si legge così poco, con un’industria editoriale tanto rachitica quanto asservita, che una accademica sprezzi e mortifichi la passione per la lettura e anche l’innocente narcisismo con cui una minoranza di lettori si scambia gratuitamente impressioni e consigli su libri e autori si può spiegare in tanti modi. La cosa ha di certo a che fare con la storia imbarazzante degli intellettuali di professione in questo paese, dal manifesto per la razza al berlusconismo, passando per l’asservimento alle varie chiese-partito che ci hanno rovinato la vita e la storia. Non è mai piaciuto che la cultura diventasse patrimonio di tutti e non di una casta, peraltro di disperante livello.
    Spiega anche perché in Italia si legge così poco, a pensarci bene.

    • Conciso, acuto, spietato e inoppugnabile.

      E’ mezzora che lo rigiro e non saprei togliere aggiungere o variare alcunché, se non che il fatto evidente che su anobii non c’è stata che virtualmente, col buon vecchio immarcescibile sentito dire, o per pochi relativistici femtosecondi, come prova la confusione del 4 col IV stelle, conferma l’atteggiamento tipico del pensatore taliano.

      Gli intellettuali taliani sono troppo spesso così. Già hanno tutto in testa, che stanno a perdere tempo a confrontarsi colla realtà? A pensarci bene era un baco già ben formato in Platone. Che sia per questo che l’apripista del pregiudizio agli anobiiani non piaccia più di tanto.

      Grazie a chi ha ripreso l’articolo, mi sarebbe sfuggito avendo cessato da mesi l’ininterrotto acquisto di Repubica dal primo numero, se queste uscite sono il nuovo che avanza, mi confermano che feci benissimo a smettere per passare altrove.

      Ora basta, ché Nube di Petali di Ciliegio, Cristallo del Pamir e Biancamarìa Ombretta Reverzoni de Venegòn da Sùra, le tre esoticissime amanti che ho appiovrato su anobii attendono nuove e più veementi prove della mia taliana gagliardìa, se le soddisfo promisero di concedermi sia il tocco delle cento unghie che la posizione della perla nell’ostrica.

      • La perla nell’ostrica??? Coraggioso… non la faccio da quando avevo diciott’anni. Quelli che cucco su aNobii al massimo mi fanno la posizione del sassolino nella scarpa. Che invidia. E falla finita di fare show off. Anche se non ho capito che cosa significa.

  37. mi appello ai dieci diritti del lettore di Daniel Pennac aggiungendo, come anobiana
    il diritto di esprimere le mie sensazioni ed emozioni liberamente, anche in rete e non in modo cattedratico come ( a quanto pare cara Nicla) vuoi fare tu.

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