Emmanuel Carrère Limonov/1

 Bernardo Valli Benvenuti nel vero romanzo. Limonov, l’eroe-canaglia riscritto da Carrère

 La Repubblica 27 settembre 2012

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 Cristiano de Majo Dopo Agassi, Limonov

Rivista Studio

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  lo Mazza Galanti La sfida di Limonov. Perché Carrère è un nuovo classico

Pubblico – Orwell  27 ottobre 2012

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 Solinas Libri. L’eresia di Eduard Limonov e la formula russa dei ‘nazbol’ (nazionalbolscevichi)

Barbadillo

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 Giovanni Tomasin Limonov di Emmanuel Carrère

blog Terra e mare 16 ottobre 2012

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Stenio Solinas Vita e avventure di Limonov, poeta del nazional-bolscevismo

Il Giornale 14 ottobre 2012

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Il Sole – 24 ore 23 settembre 2012

Emmanuel Carrère
Vladimir, io ti ammazzerò

Il romanzo di Limonov, nemico di Putin, idolo sgradevole e sovversivo dell’underground sovietico e poi russo, punk, gay, malvivente, palestrato. Una storia incredibilmente vera

di Michele De Mieri

.Emmanuel Carrère racconta spesso che la sua tecnica di scrittore è molto affine a quella di un documentarista (lui stesso lo è); le ricerche, il montaggio quasi sempre lineare, le voci dirette dei protagonisti, i sopralluoghi e lui in campo, ma senza l’ingombro di un Michael Moore. Questa modalità di essere scrittore dentro il mondo che lo circonda – in campo per dirla ancora col linguaggio cinematografico – ha prodotto una serie di libri molto apprezzati come L’avversarioLa mia vita come un romanzo russo e Vite che non sono la mia e ora un libro per molti versi ancora più interessante, un esperimento di commistione fra un excursus storico politico che abbraccia mezzo secolo di storia russa (e non solo) e quello che alla fine si rivela anche un moderno e avvincente romanzo d’avventura. Limonov è il ritratto di un eccezionale e insieme deplorevole uomo sovietico, e poi russo, il racconto dei risultati possibili nello scontro fra la Storia e i singoli individui, dell’effetto sulla carne degli uomini del secolo delle ideologie totalitarie. Eduard Savenko, dagli anni Settanta in poi Limonov (sintesi delle parole russe limone e granata), nasce ucraino nel 1943 in un piccolo centro dell’unione Sovietica invasa dai nazisti. È figlio di un piccolo funzionario cekista ma ben presto mitizzerà la vita criminale che spia nelle sue terre affamate e ben lontane dalla grande Mosca dove approderà nei grigi anni brezneviani. Limonov vuole diventare qualcuno, vuole dominare la vita a costo a volte di corteggiare la morte: è uomo d’azione, malvivente, un palestrato ante litteram e grande bevitore. Quando muove i primi passi da letterato odia, come per stabilire un canone inverso, Pasternak, Bulgakov e Nabokov, e poi nel corso degli anni Solgenitsin e Brodskij.

Carrère incontra la prima volta Limonov nei primi anni Ottanta a Parigi. Nel frattempo Limonov ha lasciato l’Unione Sovietica e dopo anni trascorsi a New York si trova a Parigi per concordare l’uscita del suo primo libro, . Passano vent’anni e Carrère è a Mosca nei primi anni putiniani e riconosce Limonov a una manifestazione dei famigliari delle vittime dell’azione al teatro Dubrovka. Nell’intervallo fra i due incontri sono cambiate molte cose: l’Unione Sovietica in cui è cresciuto Limonov non esiste più, tanti sono ricchissimi e molti di più sono alla fame. Limonov, spirito panslavo di derivazione dostoevskiana, nel frattempo ha fatto di tutto: ha combattuto con Arkan e Karadzic in Serbia contro croati e bosniaci (lo si vede sparare su Sarajevo nel documentario Serbian Epics), ha tentato di rovesciare Eltsin, ha fondato il partito nazionalbolscevico, è stato tre anni in carcere, gira scortato dai suoi rasati nazbol come una star pop dopo essersi per anni dipinto come il «Johnny Rotten della letteratura russa», così firmò la dedica del suo primo libro tradotto in Francia e indirizzato a Hélène Carrère d’Encausse, russista rinomata, madre di Emmanuel Carrère.

Punk e stalinista, sarto underground e paramilitare, cameriere di un miliardario a New York e leader di partito a Mosca, criminale e poeta, fascista e omosessuale occasionale («Credo che nella sua filosofia uccidere un uomo in un corpo a corpo sia come farsi inculare: qualcosa che almeno una volta nella vita devi provare»), violento e romantico, insomma è proprio impossibile farsi piacere Limonov, giustificare tante cose della sua tumultuosa vita. Non si nasconde Carrère, davanti ai momenti più difficili (dopo la vista di Balkan Epics per un anno abbandona il libro), sospende il giudizio, prende le distanze, riparte. Vuole capire e noi con lui, ora che leggiamo questo resoconto leale e preciso su un dissidente delinquente del recente tempo russo, come sono le vite che non sono le nostre, com’é stata la vita di uno scrittore (bravo) che non è nato e vissuto in una cosmopolita famiglia francese, dentro uno stato democratico, uno che anziché firmare petizioni contro Putin vorrebbe abbatterlo con la forza, «l’uomo – scrive Carrère – più simile a lui, solo che Putin c’è l’ha fatta».

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L’Espresso n.42-2012 

La lettura di Wlodek Goldkorn

Vita da romanzo russo

Una vita costruita come se fosse un capolavoro della migliore perché inquietante, dissacrante, ambivalente, spiazzante e per niente consolatoria letteratura. La vita è quella di Eduard Limonov, scrittore russo 69enne, geniale, innovativo, avanguardista.
Emmanuel Carrère, bravo romanziere francese, l’ha voluta affrontare in “Limonov” (traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, pp. 356, € 19). Ne è venuto fuori uno dei più importanti libri sulla realtà russa e sulla cultura del Paese degli ultimi
40 anni. Ma anche una specie di bellissimo thriller esistenziale che porta il lettore diritto dentro un’indagine sull’essenza della letteratura. Oggi Limonov nato in Ucraina, figlio di un piccolo funzionario della polizia segreta, è conosciuto come il leader del Partito nazional-bolscevico. Anni fa, combatteva assieme ai serbi contro i bosniaci assediati a Sarajevo. Fascista e comunista? Che ha in odio la democrazia? Eppure è rispettato dagli oppositori del regime di Putin, e lui stesso è stato incarcerato. Non solo, negli anni dell’esilio (ai tempi dell’Urss mentre vagava tra Parigi e New York, facendo il domestico e il prostituto) Limonov derideva e denigrava i dissidenti, da Brodskij a Solzhenitsyn, eppure era apprezzato da Andrei Sinjavskij, vate della letteratura e del pensiero liberal russi. Una serie di paradossi che Carrère racconta senza tralasciarne i lati scabrosi, come se la vita vera fosse un romanzo, con protagonista un uomo che cerca di essere una canaglia, ma che finisce per rivelare un suo lato di inaspettata onestà e lealtà.

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Goffredo Fofi Incarnazioni postcomuniste

Internazionale n°971  19 ottobre 2012

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Marco Missiroli “Vita romanzata di un barbaro

Corriere della Sera 24 settembre 2011

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 Gloria Origgi  “Le avventure di Limonov, fascioleninista

il Fatto Quotidiano – Saturno 16 settembre 2011

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Benedetta Marietti Una vita che parla di Russia

La Repubblica – D  29 settembre 2012

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Yasmina Reza, Le Monde Emmanuel Carrère Limonov

Internazionale970, 12 ottobre 2012

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Mario Lavia  Limonov, furore russo

Europa Quotidiano 7 novembre 2012

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Andrea Pomella  Limonov: biografia di un proiettile a frammentazione sparato alla velocità della luce

Stella d’Occidente

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Benvenuti nel vero romanzo. Limonov, l’eroe-canaglia riscritto da Carrère

 novopress  ottobre 21, 2012

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Limonov, di Emmanuel Carrère, Adelphi editore

2666

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Diego Gabutti  Limonov, il dissidente che amava Andy Warhol e i Rolling Stones

Italia Oggi 27 ottobre 2012

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interviste:

Guido Caldiron  Emmanuel Carrère. Vi spiego l’enigma Limonov mito oscuro della Russia  

Pubblico 4 ottobre 2012

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Marco Missiroli intervista  Emmanuel Carrère  

Corriere della Sera  22 settembre 2012 

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Elena Stancanelli  Emmanuel Carrère Da Dick alla Russia, uso storie vere prendendomi cura della vita degli altri

La Repubblica 13 giugno 2012

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Nicola Lombardozzi Eduard Limonov. Io, l’intellettuale bolscevico che odia Putin e Gorbaciov

il Venerdì di Repubblica n°1285 2 novembre 2012

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Carrère Limonov ricorda Malaparte

Gazzetta del Sud 30 settembre 2012

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Francesca  Borrelli Militante sul fronte del male. Un’intervista con Emmanuel Carrère

Le parole e le cose

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video/audio:

Emmanuel Carrère a Che tempo che fa

16 dicembre 2012

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Russian Writer Shooting at Sarajevo

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Edouard Limonov, Paris 1986

C’est à voir

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Fahrenheit  Il libro del giorno

Emmanuel Carrère  Limonov

►Ascolta

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► Emmanuel Carrère avec LIMONOV (France3)

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altri materiali su Limonov:

Eduard Limonov The night souper

Sagarana

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Roberto Valle Limonov Vita e avventure di un teppista lirico

Istituto di Politica

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altri articoli QUI

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Il libro

Emmanuel Carrère

Traduzione di Francesco Bergamasco
2012, 2ª ediz., pp. 356
isbn: 9788845927331
Biografie, Reportage, Letteratura francese
€ 19,00  –25%  € 14,25
risvolto
“Limonov non è un personaggio inventato. Esiste davvero. Io lo conosco. È stato teppista in Ucraina; idolo dell’underground sovietico sotto Breznev; barbone, poi domestico di un miliardario a Manhattan; scrittore alla moda a Parigi; soldato perduto nelle guerre dei Balcani; e adesso, in quell’immenso bordello che è il postcomunismo in Russia, anziano capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui vede se stesso come un eroe, altri possono giudicarlo un farabutto: io sospendo il giudizio”. Così l’autore presenta il suo protagonista e il modo in cui lo ha affrontato. E aggiunge: “La sua è una vita pericolosa, ambigua: un vero romanzo di avventure”. Carrère riesce a fare di Eduard Limonov un personaggio indimenticabile: a volte commovente, a volte ripugnante, a volte paradossalmente simpatico. Ma mai banale. Che si prostituisca nei quartieri malfamati di New York o si lasci invischiare nei più grotteschi salotti intellettuali parigini, che si goda una condanna al carcere per terrorismo o si candidi alla presidenza della Repubblica, che singhiozzi per l’abbandono di una donna o sogni la rivoluzione, Limonov vive ognuna delle sue avventure fino in fondo, senza mai chiudere gli occhi, con una temerarietà e una pervicacia che incutono rispetto. Attraversando questa esistenza oltraggiosa, Emmanuel Carrère vi si immerge e vi si rispecchia.

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