Un certa idea di mondo/40: Chesil Beach di Ian McEwan

La Repubblica 26 agosto 2012

Una certa idea di mondo

I migliori cinquanta libri che ho letto negli ultimi dieci anni

.

Chesil Beach di Ian McEwan

“Chesil Beach entra nella prima notte di matrimonio in un epoca in cui questa era ancora la prima notte ”

.

(Quando l’ho visto in testa alla classifica ho pensato che bisognava almeno rendergli omaggio…)

.

di Alessandro Baricco

.

In realtà, per dirla tutta, non è che di solito McEwan mi faccia impazzire. Un po’ troppo professorino, se capite cosa voglio dire. C’è sempre quell’aria di studio medico, tanto ordine, troppa pulizia. Lui fa, ad altissimo livello, quella specie di contabilità dell’esistere, precisa fino alla quarta cifra dopo la virgola, che gli inglesi spesso amano scambiare per alta letteratura. Più che raccontare, mette le cifre in colonna, moltiplica e divide, e in questo è meticoloso fino all’acrobazia. Spesso tira anche le somme, fornendo una sorta di risultato finale, e questo già è più discutibile (la vita non è un conto che torna, che io sappia). Tuttavia lo fa spesso per puro rispetto dell’ordine, quasi se ne sentisse obbligato: così rimangono per lo più in mente quelle pagine di cifre allineate, senza correzioni e senza errori, quasi un tabulato del vivere, ma scritto a mano, con bella calligrafia e un certo senso estetico per la dimensioni dei segni, l’equilibrio degli spazi, l’eleganza delle simmetrie. È abbastanza per ammirarlo, ma un po’ poco per amarlo – o almeno così la vedo io.

(Il fatto è che ho sempre qualche resistenza per questa letteratura che inquadra la vita vera e poi la scompone e ne dà conto, con l’aria di poterla, in questo modo, restituire ai viventi, per far loro vedere quello che fanno quando vivono. Una specie di replay al rallentatore. La moviola del lunedì – dopo la domenica della vita. Mah. Io intanto non credo sinceramente che si viva con quattro cifre dopo la virgola. Siamo macchine più approssimative. In un istante della nostra vita non passano mai tutte le cose che ci vedono gli scrittori come McEwan. Sono convinto che se viviamo un decimale è già tanto: il resto è un infinito evanescente che solo gli psicanalisti e certi scrittori inglesi reputano loro compito ricondurre a una certa, definitiva, chiarezza. Per come la vedo io, a chi scrive libri spetterebbe piuttosto ritrarre l’imprendibilità di quell’infinito, una cosa simile al rendere permanente in un quadro il riflesso in una pozzanghera o eterno, in una pagina, il momentaneo passaggio di un velo di nebbia su un lago. Ho in mente quelle frasi di Céline, che muoiono a metà e se la cavano con tre puntini di sospensione: nella loro indigenza, sono la figura di tutto quello per cui mi verrebbe da utilizzare il termine “letteratura”. Proprio perché il vuoto in cui si perdono è il vuoto pieno di fantasmi in cui effettivamente accadono i nostri gesti, che non sono mai finiti, ma sempre seguiti da puntini di sospensione (di solito ci pensano gli altri a cercare di completarli e questo è quel che definiamo “avere delle relazioni”). Così, quella abilità di cui McEwan è maestro, mi sembra alla fine una abilità artificiosa magari non inutile, ma certo inutilizzabile: non si muore di meno a farlo con gli occhi fissi sulle proprie cartelle cliniche. Invece ho sempre pensato che un certa luce sulla parete, a saperla fermare, o l’illeggibile sorriso di uno chinato su di te, ecco, questo sarebbe più appropriato guardare, disponendo di un istante ancora e di un paio di occhi per renderlo gentile.)

E tuttavia Chesil Beach è bellissimo, lo devo ammettere, e questo in virtù della storia che racconta. Al lavoro c’è sempre il consueto contabile di talento, ma stavolta il calcolo a cui si applica l’ho trovato, con molta invidia, geniale. Non mi è facilissimo spiegare perché, forse non lo so neanche bene, è una cosa più che altro istintiva. Ma metà della grandezza di uno scrittore è isolare una particolare tessera del mondo, beccando, quasi alla cieca, quella dove tutto il mondo è scritto (o almeno una parte significativa), e in questo libro la particolare tessera di mondo, scomposta, calcolata, messa in colonna, seguita fino a quattro cifre dopo la virgola, è la prima notte di matrimonio di due giovani inglesi nel 1962, cioè volendo la prima notte di matrimonio di un sacco di giovani nel 1962, quando era davvero una prima notte di matrimonio, cioè la prima volta che scopavano, e dovevano farlo, come sarà successo sicuramente a moltissimi giovani nel 1962 e quindi, anno più o anno meno, a gran parte dei genitori di quelli della mia età, che analogamente a quei due giovani inglesi si saranno trovati a improvvisare un gesto che per lo più erano stati educati a reprimere o temere, e che in quella notte si trovavano costretti a eseguire, pur senza la minima preparazione tecnica e psicologica, mettendo insieme alla buona sensazioni come l’urgenza, il ribrezzo, la paura, il puro desiderio. E io ho spesso pensato che entrare in quella sorta di surreale tabernacolo sarebbe stato come accedere ai codici in cui erano stati scritti i nostri genitori, convinto che in ogni gesto di quella unica notte erano scritti tutti loro, e quindi tutti noi, come in una sacra pittura runica da cui tutta la loro, e quindi la nostra, esistenza poteva essere dedotta. Poteva essere un pensiero assurdo, e infatti l’ho pensato per anni senza grande fiducia, ma Chesil Beach invece è entrato in quella notte e poi ne ha stilato i tabulati, con una minuzia di cui non sarei mai stato capace, restituendomi un pensiero che era un pensiero appena, prima, e adesso un libro che non potrò più scrivere, dopo di lui, ma, come ora mi accorgo, che covavo da sempre. (Be’, ovviamente è meglio per tutti che l’abbia scritto lui, su questo non ho dubbi).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...