Il romanzo



Il romanzo I. La cultura del romanzo

2001
Grandi Opere
pp. XVIII – 920
€ 85,00
ISBN 9788806152901

A cura di Franco Moretti
Per prima cosa, il romanzo è per noi un grande fatto culturale, che ha ridefinito il senso della realtà, il fluire del tempo e dell’esistenza individuale, il linguaggio e le emozioni e i comportamenti. Romanzo come cultura, dunque. «Una storia millenaria, una geografia planetaria» Franco Moretti
Leggi estratti e anticipazioni scelti per la rubrica «Il romanzo» e «Il cantiere del romanzo».

Altre edizioni: La cultura del romanzo. 2008. PBE BIG

Innumerevoli sono i romanzi del mondo. Ma come parlarne? Il romanzo proverà a combinare tre prospettive distinte. Per prima cosa, il romanzo è per noi un grande fatto culturale, che ha ridefinito il senso della realtà, il fluire del tempo e dell’esistenza individuale, il linguaggio e le emozioni e i comportamenti. Romanzo come cultura, dunque; ma certo anche come forma, e anzi forme, plurale, perché nella sua lunga storia si incontrano le creature piú sorprendenti, e l’alto e il basso si scambiano volentieri di posto, e i confini stessi dell’universo letterario diventano incerti. A volte, viene da pensare a Babele. Ma è proprio questa flessibilità che ha fatto del romanzo la prima forma simbolica davvero mondiale: una fenice che ovunque si trovi sa riprendere il volo, e ha l’astuzia di azzeccare sempre il linguaggio giusto per i suoi nuovi lettori.

Franco Moretti

Indice. Il romanzo. La cultura del romanzo. Mario Vargas Llosa, È pensabile il mondo moderno senza il romanzo?

Parte prima. Il romanzo si fa spazio.
Jack Goody, Dall’oralità alla scrittura. Riflessioni antropologiche sul narrare. Henry Zhao, Storiografia e fiction nella gerarchia culturale cinese. Adriano Prosperi, Censurare le favole. Il protoromanzo e l’Europa cattolica. Antonio Faeti, Un tenebroso affare. Scuola e romanzo in Italia. Walter Siti, Il romanzo sotto accusa.

Parte seconda. Narrazione e mentalità.
Francesco Orlando, Statuti del soprannaturale nella narrativa. L. O. Aranye Fradenburg, Passare il tempo. La storicità del romance medievale. Doris Sommer, Per amore e per la patria. Romanzo, lettori e cittadini in America Latina. Nancy Armstrong, La morale borghese e il paradosso dell’individualismo. Vittorio Coletti, La standardizzazione del linguaggio: il caso italiano. Maria Teresa Orsi, La standardizzazione del linguaggio: il caso giapponese. Sergio Givone, Dire le emozioni. La costruzione dell’interiorità nel romanzo moderno.

Letture. Il paesaggio interiore.
Roberto Gilodi, La malinconia: Anton Reiser (Karl Philipp Moritz, 1785-90). Francesco Fiorentino, L’ambizione: Il rosso e il nero (Stendhal, 1830). Alessandro Portelli, Il sentimentalismo: La capanna dello zio Tom (Harriet Beecher Stowe, 1852). Rossana Rossanda, La bontà: L’idiota (Fëdor Dostoevskij, 1868-69). Enrica Villari, Il dovere: Al paradiso delle signore (Émile Zola, 1883). Luisa Villa, La colpa: Lord Jim (Joseph Conrad, 1900). Mariolina Bertini, La gelosia: La strada di Swann (Marcel Proust, 1913). Iconografia. Dare un volto al paesaggio di Margaret Doody.

Parte terza. Gente che scrive, gente che legge.
Christa Bürger, Il sistema dell’amore. Genesi e sviluppo della scrittura femminile. Catherine Gallagher, Fiction. Kate Flint, Libri in viaggio. Diffusione, consumo e romanzo nell’Ottocento. Stefano Calabrese, Wertherfieber, bovarismo e altre patologie della lettura romanzesca. Letture. Bestseller perduti.
Monica Centanni, Il Romanzo di Alessandro. Giuseppe E. Sansone, Tirante il Bianco (Joanot Martorell, 1490). Gian Carlo Roscioni, L’Esploratore turco. The Turkish spy. Patrizio Tucci, Le avventure di Telemaco (Fénelon, 1699). April Alliston, Amore in eccesso (Eliza Haywood, 1719-20). Sergio Luzzatto, L’anno 2440 (Louis-Sébastien Mercier, 1770). Emanuela Scarano, Ettore Fieramosca o La disfida di Barletta (Massimo d’Azeglio, 1833). Susana Zanetti, María (Jorge Isaacs, 1867). Peter Madsen, L’età pericolosa (Karin Michaëlis, 1910).

Parte quarta. Raccontare la modernità.
Franco Moretti, Il secolo serio. Steven Johnson, Complessità urbana e intreccio romanzesco. Jean Rabaté, Una lingua straniata. Gli stili del modernismo. Alberto Abruzzese, Cinema e romanzo: dal visibile al sensibile.

Letture. Esperimenti con la forma, 1900-1950.
Andreina Lavagetto, I quaderni di Malte Laurids Brigge (Rainer Maria Rilke, 1910). Ann Banfield, Mrs Dalloway (Virginia Woolf, 1925). Enrico Testa, Uno, nessuno e centomila (Luigi Pirandello, 1925-26). Franco Rella, Il paesano di Parigi (Luois Aragon, 1926). Jozé Luiz Passos, Macunaíma. L’eroe senza nessun carattere (Mário de Andrade, 1934). Giuseppe Dierna, La fine dei vecchi tempi (Vladislav Vancura, 1934). Vittorio Strada, Il Maestro e Margherita (Michael Bulgakov, 1928-40).

Claudio Magris, È pensabile il romanzo senza il mondo moderno?

Indice delle opere. Indice dei nomi.


Il romanzo II. Le forme

2002
Grandi Opere
pp. XIV – 748
€ 80,00
ISBN 9788806152918

Nella sala macchine del romanzo. Come funziona. Come seduce. Come ci porta in altri mondi.

Dall’anticipazione:
Dopo il primo volume, La cultura del romanzo, che ha analizzato il romanzo nel mondo (chi ha provato a mandare il romanzo in galera e chi se l’è portato in vacanza, il romanzo che dà una mano a rafforzare le lingue nazionali e il romanzo che baruffa con la scuola…), il secondo volume passa ora a vederlo dall’interno. È come aprire il cofano di questa macchina che racconta storie, per cercare di capire in che modo funziona, quali sono gli ingranaggi che la muovono e le caratteristiche che più la fanno amare: batteria, spinterogeno, raffreddamento… descrizione, stile, temporalità. Nel secondo volume a essere studiato non è più chi scrive i romanzi e perché, ma il come si scrivono. E ciò che subito emerge è che ci sono tanti come possibili. Il romanzo è in realtà: i romanzi, al plurale, come plurale è il titolo di questo secondo volume. I romanzi sono sia storie d’avventura sia discussioni filosofiche, raccontano sia le peripezie di fidanzati buonissimi e castissimi sia di amanti senza scrupoli e di giovanotti ambiziosi, usano una lingua facile oppure difficilissima, possono essere scritti in prima persona o in seconda o in terza, vanno avanti una sorpresa dopo l’altra oppure si perdono in mille digressioni. La verità del romanzo è che sono tanti. Il secondo volume mostra l’incredibile inventiva che nel corso dei secoli e dei paesi è stata sperimentata da questa forma. La struttura dell’opera, con saggi lunghi di dibattito e letture più brevi di approfondimento, permette di attraversare e di seguire percorsi impervi e poco battuti e nello stesso tempo di mettervi un po’ di ordine. La scommessa intellettuale è infatti come riuscire a ordinare questa specie di giungla senza sacrificarne la varietà. Il volume prova a farlo seguendo due direttrici. La prima è interna al romanzo: vengono esplorati i generi letterari e la scrittura romanzesca, si passa da storie con una fortissima carica idealizzatrice a quelle realistiche, dal sentimento all’avventura, dal romanzo rosa a quello nero, esplorando anche i rapporti del romanzo con l’industria culturale. La seconda direttrice è invece esterna, lo analizza in rapporto ad altre forme narrative “di confine”: l’epica, la novella, il giornalismo ecc. Il volume si conclude con la lettura di alcuni romanzi che hanno avuto la pretesa di essere onnicomprensivi: Bouvard e Pécuchet, Tristram Shandy, Il libro dell’inquietudine di Pessoa, o Paradiso di Lezama Lima. L’iconografia a colori firmata da Antonio Faeti racconta come nel corso dei secoli è stata illustrata l’avventura.

Indice
Parte prima: I generi letterari
Massimo Fusillo. Fra epica e romanzo. Thomas Pavel. Il romanzo alla ricerca di se stesso. Saggio di morfologia storica.
Letture: I prototipi e i generi. Massimo Fusillo. Etiopiche (Eliodoro, III o IV sec. d.C). Abdelfattah Kilito. Le maqamat (fine del X secolo). Marie-Louise Ollier. Conte du Graal (Chrétien de Troyes, 1190 circa). Francisco Rico. Lazarillo de Tormes («Lázaro de Tormes», 1553 circa). Thomas Di Piero. Il Gran Ciro (Madeleine de Scudéry, 1649-53). Perry Anderson. Lettere persiane (Montesquieu, 1721). Ian Duncan. Il castello d’Otranto (Horace Walpole, 1764). Giuliano Baioni. Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister (Johann Wolfgang Goethe, 1796). Ian Duncan. Waverley (Walter Scott, 1814). Paolo Tortonese. I misteri di Parigi (Eugène Sue, 1842-43). Ephraín Krystal. Facundo (Domingo F. Sarmiento, 1845). Maria Di Salvo. Delitto e castigo (Fëdor Dostoevskij, 1866). Geoffrey Winthrop-Young. La guerra dei mondi (H. G. Wells, 1897). Ambrosio Fornet. Il regno di questo mondo (Alejo Carpentier, 1949)

Parte seconda: La scrittura romanzesca
Mieke Bal. Descrizioni, costruzione di mondi e tempo della narrazione. Marco Praloran. Il tempo nel romanzo. Franco Fido. Dialogo/monologo. Enrico Testa. Stile, discorso, intreccio. Mario Barenghi. Manifesti di poetica
Apparato critico: Pierre-Daniel Huet, Lettera del Signor Huet al Signor de Segrais sull’origine dei Romanzi (1670). Valincour, Lettere sulla «Principessa di Clèves» (1678). Du Plaisir, Opinioni sulla Storia (1683). William Congreve, Prefazione a «Incognita» (1691). Denis Diderot, Elogio di Richardson (1762). Friedrich von Blanckenburg, Saggio sul romanzo (1774). Clara Reeve, Lo sviluppo del romance (1785). D.A.F. de Sade, Idea sui romanzi (1800)
Iconografia. Figure del sogno degli eroi. Antonio Faeti

Parte terza: Alto e basso
Alfonso Berardinelli. L’incontro con la realtà. Beatriz Sarlo. Segni della passione. Aspetti del romanzo sentimentale (1700-2000). Daniel Couégnas. Dalla «Bibliothèque bleue» a James Bond: mutamento e continuità nell’industria della narrativa. Jeffrey Brooks. Il romanzo popolare in Russia: dalle storie di briganti al realismo socialista

Parte quarta: Incerti confini.
Meenakshi Mukherjie. La narrativa indiana tra epica e romanzo. Andreas Gailus. La forma e il caso: la novella tedesca dell’Ottocento. Paola Colaiacomo. La tentazione lirica. Francis Mulhern. Una storia inconcepibile: logorrea, diniego narrazione. Philip Fisher. Giornale strada racconto. Lo spazio discontinuo dell’«Ulisse». Ato Quayson. Realismo magico, narrativa e storia.
Letture: Tentativi impossibili. Edoardo Sanguineti. Satyricon (Petronio, I sec. d.c.). Giuseppe Sertoli. Vita e opinioni di Tristram Shandy (Laurence Sterne, 1759-67). Anne Herschberg-Pierrot. Bouvard e Pécuchet (Gustave Flaubert, 1881). Giovanna Angeli. Locus Solus (Raymond Roussel, 1914). Myra Jehlen. C’era una volta gli americani (Gertrude Stein, 1925). Roberto Francavilla. Il libro dell’inquietudine (Fernando Pessoa, 1913-35). Salvatore Nigro. Paradiso (José Lezama Lima, 1966). Mariolina Bertini. La vita: istruzioni per l’uso (Georges Perec, 1978). Klaus Scherpe. L’estetica della resistenza (Peter Weiss, 1975-81). Clarisse Zimra. L’isolé soleil (Daniel Maximin, 1981).

Il romanzo III. Storia e geografia

2002
Grandi Opere
pp. XI – 812
€ 80,00
ISBN 9788806152925

Note di Copertina

Contributi di:
Espen Aarseth, April Alliston, Alberto Asor Rosa, John Austin, Maurizio Bettini, Piero Boitani, John Brenkman, Margaret Cohen, Michael Denning, Maria Di Salvo, Thomas Dipiero, Milena Dolezelovà-Velingerova, Wendy Griswold, Thomas Hägg, Priya Joshi, Abdelfattah Kilito, Stefano Levi Della Torre, Gerald Martin, Elisa Martì-Lopez, Gioia Paradisi, Andrew Plaks, Alessandro Portelli, Giovanni Ragone, James Raven, Joan Ramon Resina, Mario Santana, William D. Todd, Katie Trumpener, Alberto Varvaro, Judith Zeitlin, Jonathan Zwicker.

Il romanzo nel tempo e nel mondo. Una storia millenaria, una geografia planetaria.

Dall’anticipazione:
Dopo La cultura del romanzo e Le forme, il terzo volume si avventura ora a tracciare le coordinate spazio-temporali del romanzo. Coordinate che lo hanno reso una delle prime, se non la prima, forma espressiva veramente planetaria. Nella sezione iniziale del volume si ripercorrono e inseguono le origini del romanzo in luoghi e spazi diversi: nel Mediterraneo, naturalmente, ma anche nel mondo arabo e in Cina, per passare poi ad analizzarne la grande accelerazione europea del Sei-Settecento. È allora, infatti, che si assiste al vero e proprio decollo del romanzo e quella forma che in passato sopravviveva con alti e bassi, si trasforma in una realtà che prende piede e non se ne va più. Il cerchio si allarga e da qui in poi il romanzo si diffonde in tutto il mondo dando vita a una gran varietà di formazioni sincretiche. Le letture della terza sezione si concentrano perciò sui “primi romanzi” di letterature diverse. Dalla Polonia al Messico, dall’Egitto alla Corea, alla Turchia, si scoprono e portano alla luce le sorprendenti soluzioni formali di testi i cui titoli suonano quasi sconosciuti. Ma l’onda continua a propagarsi, inarrestabile, fino ad arrivare a oggi o meglio, con l’ultimo saggio su romanzo, ipertesto e altre narrazioni elettroniche, ormai a domani. Due gli Apparati critici di questo volume, entrambi mediti e singolari. Nel primo si analizza l’evoluzione della famiglia di termini che indicano narrativa e romanzo nelle diverse culture. Mettendo fianco a fianco l’ebraico Midrash, il greco Mythos, l’arabo Qissa, il cinese Xiaoshuo, il giapponese Monogatari, il russo Povest’ ecc. si tenta di capire come diverse culture, in momenti diversi, abbiano cercato di ragionare sul passaggio fra storia vera, storia falsa e romanzo vero e proprio. Il secondo apparato riguarda invece le cifre del romanzo. Attraverso grafici e tabelle si segue, anche visivamente, decollo o crisi del romanzo arrivando a scoperte veramente interessanti e inattese. Ad esempio: come in Italia triplichi da un anno all’altro la produzione di romanzi quando iniziano a uscire quelli di Scott, o come la grande ribellione antibritannica del 1857 favorisca la produzione di romanzi in India mentre, viceversa, la crisi petrolifera di una ventina d’anni fa tagli – letteralmente – le gambe al romanzo in Nigeria. La vita del romanzo può, dunque, morire o prosperare non solo per ragioni letterarie, ma anche per motivi che hanno più a che vedere con la politica o l’economia.

Indice
Parte prima. Poligenesi.Thomas Hägg. Il romanzo greco: modello unico o pluralità di forme? Alberto Varvaro. I romanzi della Romania medievale. Andrew Plaks. Il romanzo nella Cina premoderna. Apparato critico. La costellazione semantica “narrativa”. Parte seconda. L’accelerazione europea. Thomas Dipiero. La funzione fa la forma. Katie Trumpener. Cosmopolitismo periferico: la Scozia, l’Irlanda e il romanzo “inglese”. April Alliston e Margaret Cohen. Empatia e sensibility nell’evoluzione del romanzo. Alberto Asor Rosa. La storia del “romanzo italiano”? Naturalmente, una storia “anomala”. Iconografia. La biblioteca dei Lumi di Nathalie Ferrand. Parte terza. Verso la letteratura mondiale. Apparato critico. Le cifre del romanzo. William M. Todd. Il contrappunto russo. Alessandro Portelli. Nel segno della voce. Oralità e scrittura negli Stati Uniti. Jonathan Zwicker. Il lungo Ottocento del romanzo giapponese. Milena Dolezelova-Velingerova. La Cina e l’Occidente: incontri e trasvalutazioni. Gerald Martin. Il romanzo di un continente: L’America Latina. Letture. Il cerchio si allarga. Parte quarta. Futuro passato. Michael Denning. L’internazionale dei romanzieri. John Brenkman. Sull’innovazione. Romanzo, modernità, nichilismo. Espen Aarseth. Il romanzo nell’universo di Turing. Letture. Esperimenti con la forma 1940-2000. Indice delle opere. Indice dei nomi.


Il romanzo IV. Temi, luoghi, eroi

2003
Grandi Opere
pp. XIV – 866
€ 85,00
ISBN 9788806152932

Indice
Parte prima. La lunga durata: Luiz Costa Lima, L’immaginazione e i suoi confini; Clotilde Bertoni e Massimo Fusillo, Tematica romanzesca o ‘topoi’ letterari di lunga durata? Sylvie Thorel-Cailleteau, La poesia della mediocrità; Michal Peled Ginsburg e Lorri G. Nandrea, La prosa del mondo; Nathalie Ferrand, Per una banca dati dei ‘topoi’ romanzeschi; Jan Herman e Mladen Kozul, Il romanzo legittimato, o la retorica della prefazione; Eileen Julien, Il romanzo africano: un genere ‘estroverso’ Parte seconda. Temi: Fredric Jameson, Esperimenti col tempo: realismo e provvidenza; Christine Planté, Deviazioni della lettera; Richard Maxwell, Manoscritti ritrovati, strane storie, metaromanzi; Peter Burke, ‘L’histoire dans un genre neuf: “I promessi sposi” come storia sociale; Mieke Bal, Atti di sguardo: Proust, il romanzo e la cultura visiva; Daniele Del Giudice, Meccanica per viaggi al limite del non conosciuto; Letture. Un tema planetario: colonialismo, postcolonialismo; Letture. Il romanzo e la politica; Iconografia. Il ritratto del romanziere, di Federico Ferrari e Jean-Luc Nancy; Parte terza. Luoghi: Margaret Cohen, Il mare; Piero Boitani, La foresta; Hans Ulrich Gumbrecht, La strada; Michelle Perrot, Gli spazi del privato; Letture. Le nuove metropoli; Parte quarta, Eroi; Franco Fiorentino, Cattivi romanzeschi tra Settecento e Ottocento; Bruce Robbins, Arte, mobilità sociale, romanzo; Stefano Calabrese, Cicli, genealogie e altre forme di romanzo totale nel XIX secolo; Giorgio Ficara, Homo fictus; Alex Woloch, Per una teoria del personaggio minore; Letture. Il sacrificio dell’eroina; Letture. L’Altro; Indice delle opere.

 Il romanzo V. Lezioni

2003
Grandi Opere
pp. XIV – 714
€ 110,00
ISBN 9788806152949

2003
Grandi Opere
pp. XIV – 714
€ 110,00
ISBN 9788806152949

Si completa con questo volume l’avventura de Il romanzo. Nelle Lezioni piú che a generi, stili o questioni storiche, temi già affrontati nei libri precedenti, viene ora dato spazio a singoli testi. Qui, narratori e critici, in una forma a metà strada fra la conferenza e la lezione, spiegano, ognuno a suo modo, perché vale ancora oggi la pena di leggere romanzi come Gargantua e Pantagruele o il Roman de la rose, perché si desidera ancora cavalcare con Don Chisciotte e il suo Ronzinante, si sogna con I viaggi di Gulliver e Alice nel paese delle meraviglie, ci si emoziona con I Malavoglia o Guerra e Pace. Infatti, a ben vedere, ovunque e al fondo di ogni nostra esperienza, c’è sempre almeno una storia che ci ha ispirato e ci ha fatti diventare quello che siamo. Molte e diverse sono le voci chiamate a confrontarsi ognuna con il proprio libro, da quelle di critici e saggisti come Cesare Garboli, Fredric Jameson, Piero Boitani, Francisco Rico, Lubomir Dolezel, Vittorio Coletti, Alfonso Berardinelli, a quelle di storici come Marco Meriggi e Benedict Anderson, a filosofi come Gianni Vattimo e Massimo Cacciari, a narratori (e non solo) come Antonia Byatt, Hans Magnus Enzesberger, Umberto Eco, Alessandro Baricco. E nell’idea di allargamento di orizzonte, perseguita in tutta l’opera, anche qui oltre ai romanzi piú noti si parla dei grandi capolavori del romanzo asiatico come la Storia di Genji il principe splendente o Il sogno della camera rossa nonchè di opere poco note in Italia come La bambola o le Memorie postume di Bras Cubas, capolavoro satirico del brasiliano Machado de Assis. Lezioni è cosí una guida critica e multiforme alla buona lettura da collocare sullo scaffale accanto a tutti i romanzi, grandi e piccoli, di cui è fatta la biblioteca di ognuno di noi.

indice (stampa l’indice in formato PDF)
  1. Niklas Holzberg     Lettore, attento: ti spasserai  Apuleio, L’asino d’oro, sec. II d.C.
  2. Maria Teresa Orsi   La dama e il principe splendente    Murasaki Shikibu Genji Monogatari 1010 ca.
  3. Francesco Zambon Lo scudo spezzato   Lancelot du Lac 1225 ca.
  4. Nicolò Pasero    Un testo mostruoso (Roman de la Rose) 1225-30 ca. e 1270-80 ca.
  5. Michel Jeanneret   Esuberanza e malinconia   François Rabelais Gargantua e Pantagruel 1523-64
  6. Francesco Rico       Don Chisciotte della Mancia, ovvero la storia del romanzo  Miguel de Cervantes 1605-15
  7. Salvatore S. Nigro   Il romanzo barocco della “torre” Luis Vélez de Guevara, Il diavolo zoppo, 1641
  8. Françoise Lavocat      L’anima, la corte, il riposo  Madame de La Fayette La principessa di Clèves 1678
  9. Andrew H. Plaks   Nel Giardino della Fiorita Vista  Il sogno della camera rossa   1765
  10. Hans Magnus Enzensberger    Cinque conversazioni su Jacques il fatalista e il suo padrone  D.Diderot 1796
  11. Vittorio Coletti Distanza dai Promessi sposi Alessandro Manzoni I promessi sposi 1827 e 1840-42
  12.  A. S. Byatt    La morte di Lucien de Rubempré    Illusioni perdute (1837-43); Splendori e miserie delle cortigiane (1839-47) di Honoré de Balzac
  13. Gian Piero Piretto Rus’ dove vai?  Le anime morte di Gogol’ 1842
  14. Benedict Anderson  Io, Multatuli, prendo la penna    Max Havelaar di Multatuli 1860
  15. Hayden White Contro il realismo storico L.N.Tolstoj Guerra e pace 1863-69
  16. Zohar Shavit Alice di Lewis Carroll 1865 (il testo di Zohar Shavit è reperibile qui)
  17. Pier Vincenzo Mengaldo  Storia e formazione nelle Confessioni       Ippolito Nievo Confessioni di un italiano 1867
  18. Umberto Eco     Poetica dell’Eccesso   Novantatré di Victor Hugo 1873
  19. Roberto Schwarz  La capriola di Machado   Joaquim Maria Machado de Assis   Memorie postume di Bras Cubas 1880
  20. Enrica Villari   Il romanzo del matrimonio sbagliato. Henry James,‘Ritratto di signora’ 1880-81
  21. Romano Luperini   I Malavoglia e la modernità     G.Verga, I Malavoglia, 1881
  22. Jonathan Arac  Il fiume, l’inferno, la voce   Mark Twain Le avventure di Huckleberry Finn 1884
  23. Maria Grazia Profeti    “Realismo”, punto di vista, linguaggio  Benito Pérez Galdós Fortunata e Giacinta 1886-87
  24. Fredric Jameson   Il borghese fuori posto   Bolesław Prus La bambola 1980
  25. Klaus Scherpe  La diagnosi T.Mann I Buddenbrook 1901
  26. Meenakshi Mukherjee    Il romanzo di idee di un giovane indiano  Rabindranath Tagore Gora 1909
  27. Norma Field    Le ambigue parole del maestro  Sōseki Natsume Kokoro 1914
  28. Piergiorgio Bellocchio   L’ultima maschera popolare Jaroslav Hašek Il buon soldato Švejk 1921-30
  29. Piero Boitani     Liturgioco  J.Joyce Ulisse 1922
  30. Alfonso Berardinelli La coscienza di Zeno ovvero la salute impossibile e la saggezza inutile  Italo Svevo, La coscienza di Zeno 1923
  31. Lubomir Dolezel  Un mito moderno F.Kafka Il Processo 1924 Il castello 1926
  32. Marco Meriggi  Pioggia      Gli indifferenti di A.Moravia 1929
  33. Massimo Cacciari L’uomo senza qualità di R.Musil 1930-1943
  34. Cesare Garboli   Due furti uguali e distinti. Carlo Emilio Gadda, «Quer pasticciaccio brutto de via Merulana», 1957
  35. Pier Vincenzo Mengaldo Menzogna e sortilegio Elsa Morante 1948
  36. Alessandro Baricco  Senza terminare di terminarsi mai  Cent’anni di solitudine di G.G.Marquez 1967
  37. Stefano Bartezzaghi Bio, biblio, oblio

Un pensiero su &Idquo;Il romanzo

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