martedì 24 dicembre 2013

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martedì 24 dicembre 2013

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la Repubblica

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Barbara Spinelli Europa, legislatori del futuro

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→ Marco Vannini Natale mistico. La notte di luce che rivela noi a noi stessi.  Il senso della festa non è nel mito, ma in un evento reale che ha diretta incidenza sull’animo umano

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Nadia Fusini Se la letteratura è il grano di una terra. Whitman, Bishop, O’ Connor, Plath nel saggio di Antonio Spadaro

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→ Roberto Brunelli Americana. Il romanzo in cui Guthrie cantò l’apocalisse di vento e polvere. Dopo settant’anni emerge “Una casa di terra”, un libro del celebre folk-singer che è stato accostato alle opere di London e Steinbeck. E che è in linea con quella lunga e profonda corrente narrativa che ha formato la coscienza sociale degli Stati Uniti

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Irene Bignardi Le grandi vite di uomini poveri raccontate da Evans e Agee. Torna “Sia lode ora agli uomini di fama”, il volume fotografico che documentò la crisi degli anni Trenta

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Corriere della Sera

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Pietro Citati L’angelo della Notte Santa che non smette di visitarci. L’attesa del regalo che proveniva da un altro mondo e la struggente nostalgia per un’età sepolta dal tempo

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→ Paolo Di Stefano Sentire il Natale attraverso al poesia

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la Stampa

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→ Marco Belpoliti Hanno impiccato Babbo Natale. Condannato a morte e bruciato davanti alla cattedrale di Digione: un episodio del 1951 che ispirò a Lévi-Strauss il celebre saggio sull’invenzione del personaggio Continua a leggere

Lezioni di scrittura

Il Fatto Quotidiano

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Lezioni di scrittura 

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il Fatto Quotidiano del lunedì 2 dicembre Emmanuel Carrère: la biografia

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Alberto Garlini Carrère: “Così sono entrato nel cuore dell’assassino”

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l’autore

LE VITE DEGLI ALTRI. Raccontando le vite degli altri, Emmanuel Carrère (Parigi 1955) è diventato un protagonista della scena letteraria francese e internazionale. Alto-borghese, fascinoso, i suoi libri sono al contempo enigmatici, sinceri, franchi e ambigui. Come la vita. All’eleganza formale aggiunge l’esperienza di sceneggiatore, montando e rimontando le storie fino al congegno perfetto. Il successo è arrivato con L’avversario, l’ultimo libro è Limonov (Adelphi)

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Prima puntata. La biografia è il racconto di una vita altrui, che ha valore per la bizzarria, il fascino, il significato storico o culturale. La vita altrui dovrebbe stare là, e tu dovresti stare qua. La distanza è data dall’analisi critica. Se sei uno storico, la regola funziona. Ma con uno scrittore non va mai a finire così. D soggetto della biografia diventa personaggio di romanzo. Urta, sollecita, spreme e rende ambigue le coscienze. E lo scrittore non sta più lontano, chiuso in astratte disquisizioni, ma è dentro il mare dell’esistenza altrui, naviga a vista tra fascino e paura

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Emmanuel Carrère è uno scrittore di biografìe: Jean-Claude Romand, il bugiardo compulsivo che assassina moglie figli e genitore, Philip Dick lo scrittore di fantascienza, e Eduard Limonov esule, poeta, carcerato e politico. Ma le biografìe si intrecciano incessantemente con la vita dell’autore, creando, in un certo senso, una propria an-ti-biografìa. Quasi che attraverso le vite degli altri si possa raccontare la propria, vista nelle sue zone di limite. Chi decide lo stato di eccezione? Questa era la domanda che si poneva Schmitt ragionando sul potere, e che poi ha definito la figura dell’homo sacer di Giorgio Agamben. Qual è quindi il nostro stato di eccezione, quale il confine fra normalità e follia? Cosa una vita altrui ci può dire sulle semplici cose della nostra vita: fare figli, andare a prenderli a scuola, scrivere un libro o intraprendere un viaggio. Perché la presenza altrui può essere così inquietante, e come si affronta la perturbazione personale con la scrittura? Nella sua opera, Carrère risponde con uno stile lucido a questi interrogativi. Spietatamente lucido, verrebbe da dire.

Molti scrittori in erba si chiedono come si sceglie un personaggio. Lei come sceglie un soggetto a cui valga la pena dedicare una biografia?

Non ho un solo modo. Ogni volta uso un metodo diverso. Per quello che riguarda Romand, quando avevo letto i primi articoli sul fatto, la sua storia mi aveva appassionato, come penso avesse appassionato molta gente. Da qui è cominciato un processo molto lungo e molto complicato.

Per Limonov è diverso. Avevo scritto un reportage lunghissimo su di lui, e avevo l’impressione che ci fosse ancora molto altro da scrivere. C’era un melange che mi pareva eccitante fra romanzo di avventura e libro di storia. Ma in fondo, in nessuno dei due casi ho mai pensato in termini di biografìa. L’ho fatto una volta quando avevo scritto il libro su Philip Dick. Ero in un periodo in cui non riuscivo più a scrivere e mi ricordo che il mio agente mi aveva detto che quando un autore ha il blocco, deve scrivere una biografìa.

Spesso sulla scia della fiction televisiva uno scrittore poco esperto tende a creare personaggi o buoni o cattivi. Lei invece sceglie spesso personaggi ambigui. Mettono radicalmente in discussione la nostra normalità…

Potrei indicare che in un certo modo scrivere questo tipo di libri è come cercare di immaginare altre virtualità di se stessi. È come se cercassi di volta in volta le persone più lontane da me, dicendo: non è su questo piano che conduco la mia vita, e di comprendere cosa vuol dire vivere così. Allo stesso tempo ci vuole qualcosa che faccia eco, che crei un rapporto intimo, un momento in cui ci sia, malgrado tutto, un po’ di affinità. Quando l’affinità si crea con persone come Romand, un assassino, è molto scomoda, imbarazzante. Psichicamente pericolosa.

Il personaggio risulta essere un punto interrogativo, mette in crisi chi legge e probabilmente anche chi scrive.

Sì, non è confortante per l’autore scrivere così e neppure per il lettore. Ma allo stesso tempo è un’esperienza eccitante e perfino piacevole. AN’interno delle biografie inserisce cenni alla sua vita. È straordinario l’esergo dell’Avversario, quando racconta i normali avvenimenti di una sua giornata, mentre in contemporanea Romand ammazzava moglie e figli.

L’Avversario era un libro che non riuscivo a scrivere. Ci fu un momento in cui lo abbandonai. Ma pensai che sarebbe stato bene farmi una sorta di piccolo promemoria, per ricordarmi cosa era stato scriverlo. Quindi mi presi due o tre giorni per buttare giù gli appunti e poi chiudere il dossier per sempre. Ed è così che ho iniziato a scrivere in prima persona, cosa che non avevo mai preso in considerazione. E quindi è stato veramente un caso che sia nato questo meccanismo narrativo, che consiste nel mescolarmi a ciò che racconto. Dopo l’Avversario ho continuato così, perché mi è diventato naturale. Ho l’impressione che sia più onesto dire alle persone chi gli parla, chi gli racconta la storia.

Come consiglierebbe di usare la propria figura di autore, all’interno di una biografia altrui? Continua a leggere

lunedì 23 dicembre 2013

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Yasmina Reza

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lunedì 23 dicembre 2013

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la Repubblica

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→ Franco Fubini La donna che sfidò i banchieri. Storia di Sybille che nel ’300 combatté la finanza fiorentina. Lo strapotere delle lobby del denaro nel libro di Amedeo Feniello: pare oggi, ma è Medioevo

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→ Giuseppe Dierna Angelo e la spia. Così i servizi cechi ricattavano Ripellino. Dagli archivi di Praga la prova che il grande slavista fu oggetto di pressioni e minacce

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Adriano Sofri Tra le donne di Teheran che vogliono cambiare il Paese degli Ayatollah

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Corriere della Sera

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Paolo Mieli Per Beccaria vittoria a metà su tortura e pena di morte. Violenze ed esecuzioni capitali restano pratiche diffuse. In tre volumi pubblicati dal Mulino un bilancio sulle idee dell’autore illuminista

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→ Armando Torno Nella selva oscura di Dante, cercando l’anima di una persona cara. Un professore americano legge la «Divina Commedia» dopo la scomparsa della moglie. E ripropone la letteratura come consolazione metafisica Continua a leggere

domenica 22 dicembre 2013: Alias

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Tullio Pericoli Mario Praz

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domenica 22 dicembre 2013

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il manifesto – Alias della domenica

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Oreste Bossini Rosen, la musica al di là del senso. Grandi interpreti. Non sbarazzandosi delle convenzioni ereditate bensì esaltandole, Beethoven potenzia la sua forza espressiva: questa la tesi del musicologo americano nel nuovo capitolo del suo «Lo stile classico»

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→ Tommaso Pincio Come trasferire  a Hollywood un tono da coro tragico. McCarthy. Un procuratore (nel film, Fassbender) incappa in un affare di droga: ma il «copione» dello scrittore americano riesce a violare tutti i canoni cinematografici

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→ Stefano Gallerani Forma e cronaca in una lingua sussultoria e brillante: i racconti di Barthelme Continua a leggere